Medici di emergenza-urgenza: “No deciso ai colleghi pensionati nei Pronto soccorso”

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Roma, 27 gennaio – Mettiamola così: il principio che di fronte all’emergenza le misure emergenziali sono sempre giustificate non può essere considerato sempre valido. Soprattutto se l’emergenza – anziché in qualche modo tamponarla – rischiano di aggravarla e farla diventare strutturale.

Questo, in buona sostanza, il motivo della posizione di forte dissenso espressa dai medici di emergenza-urgenza della Simeup (Società italiana medicina emergenza urgenza pediatrica) e della Simeu (Società italiana medicina emergenza urgenza) contro la misura contenuta nell’emendamento al Milleproroghe che prevede il prolungamento dell’attività lavorativa dei medici fino a 72 anni come risposta alla carenza di personale negli ospedali, opponendo un no deciso alla prospettiva di medici pensionati nei pronto soccorso.

“Si tratta di un provvedimento che non risolve le criticità strutturali, in particolare nei ruoli strategici quali i Pronto soccorso e i setting di emergenza-urgenza, che richiedono elevati standard di prontezza operativa, sostenibilità professionale, continuità assistenziale e con un impegno gravoso che rende non realistico il ricorso ad una simile soluzione” scrivono in una nota congiunta i presidenti della Simeu e della Simeup, Alessandro Riccardi e Vincenzo Tipo  (nell’ordine nelle foto). “Il rischio concreto è quello di rinviare ancora una volta interventi indispensabili su assunzioni stabili e programmate, valorizzazione delle carriere ospedaliere, miglioramento delle condizioni di lavoro nei contesti ad alta complessità e formazione strutturata e continua, con il rischio di comprimere ulteriormente le prospettive professionali dei medici più giovani, alimentando disaffezione verso l’ospedale e la sanità pubblica, già oggi in evidente sofferenza”.

“La carenza di medici non può essere affrontata prolungando l’età lavorativa” concludono Tipo e Riccardi “ma rendendo nuovamente attrattivo, sostenibile e riconosciuto il lavoro ospedaliero, in particolare nei contesti di emergenza pediatrica, presidio essenziale del Servizio sanitario nazionale”.

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