Roma, 24 settembre – Suicidio, sostantivo di genere maschile: circa tre suicidi su quattro riguardano uomini e il rischio cresce con l’età: gli over 70 pesano per oltre un quarto dei decessi. Sulla base di questo dato – che non può essere in alcun modo ignorato – il ministro della Salute Orazio Schillaci (nella foto), rispondendo in Aula a un’interrogazione della deputata Federica Onori sul tema della salute mentale, ha esplicitamente affermato di considerare di considerargli uomini anziani tra i target prioritari del Piano nazionale per la prevenzione del suicidi, in corso di elaborazione presso il Tavolo tecnico sulla salute mentale del ministero e coerente con il Piano di azioni nazionale per la salute mentale 2025-2030″.
“Il piano, si fonda su tre basi” ha detto il titolare del ministero: i dati di mortalità; i dati dei servizi clinici e dei pronto soccorso su autolesionismo e tentativi di suicidio e il contributo di epidemiologi, clinici, professionisti della salute mentale ed esperti di sanità pubblica. Perché allora l’attenzione, come abbiamo annunciato, ai più giovani? Perché le statistiche di mortalità raccontano ciò che è già accaduto. I dati dei servizi e dei pronto soccorso ci dicono quello che sta accadendo: segnalano autolesionismo e tentativi di suicidio anche in giovanissima età, spesso prima che le statistiche ufficiali riescano a documentarli. E tra i giovani il suicidio resta, in Italia come nel resto del mondo, una delle prime cause di morte. Intervenire prima significa questo. Non significa scegliere una fascia di popolazione piuttosto che un’altra”.
“L’approccio ‘sex and gender based’ raccomandato dall’Istituto superiore di sanità è il metodo che adottiamo” ha quindi aggiunto Schillaci. “Uomini e donne presentano frequenze, fattori di rischio e traiettorie di vulnerabilità diversi: un Piano efficace deve tener conto di tutti. Per gli uomini (soprattutto per i più anziani) la sfida è raggiungere chi chiede aiuto meno spesso e più tardi. Per questo il capitolo dedicato ai gruppi vulnerabili è stato concepito come un’area aperta, ovviamente destinata a crescere con le evidenze”.
“Colgo l’occasione per ricordare che alla Camera, in Commissione Affari Sociali, c’è un provvedimento legge su questo tema così delicato, dal titolo Disposizioni per la prevenzione degli atti di suicidio nonché per l’assistenza psicologica e il sostegno dei sopravvissuti, prima firmataria l’onorevole Montaruli” ha ricordato prima di concludere Schillaci. “Prevenire il suicidio vuol dire non lasciare indietro nessuno. Nessuna età. Nessun genere. Ed è esattamente la direzione nella quale ci stiamo muovendo”.


