Roma, 27 settembre – Nella sede del Ministero della Salute si è tenuto giovedì scorso a Roma l’incontro promosso dal sottosegretario Marcello Gemmato (al centro nella foto del titolo) dedicato alla presentazione delle Linee di indirizzo nazionali per il servizio di accesso personalizzato ai farmaci presso le farmacie aperte al pubblico. Un incontro voluto dal numero del del Ministero per illustrare più nel dettaglio i contenuti e gli obiettivi delle linee di indirizzo nazionali approvate con il decreto da lui stesso firmato lo scorso 11 settembre.
A farsi carico della dei contenuti del provvedimento sono stata Gabriella Guasticchi, direttore generale dei Dispositivi medici e del farmaco del Ministero della Salute, e Paola Minghetti, professore ordinario di Tecnologia, socio-economia e normativa dei medicinali e dei prodotti per il benessere e per la salute dell’Università di Milano, in rappresentanza della Sifap, la Società italiana farmacisti preparatori (nell’ordine nelle foto a lato). Le Linee di indirizzo, frutto del lavoro dell’apposito Tavolo tecnico istituito presso il Ministero della Salute, definiscono un quadro unitario di regole e standard minimi per garantire qualità, sicurezza, tracciabilità e uniformità nell’erogazione, anche alla luce del parere del Consiglio di Stato sulla possibilità di svolgere il servizio in farmacia. Alle Regioni resta la disciplina degli aspetti organizzativi, operativi ed economici, nell’ambito delle rispettive competenze.Gemmato ha poi spiegato più in dettaglio ai giornalisti che consentendo la possibilità di poter allestire in farmacia degli schemi posologici, ovvero dei blister personalizzati dove l’anziano (o la persona pluri-patologica) saprà a che ora e come prendere quel farmaco, evitando di saltare la terapia o di raddoppiarla non ricordandosi se ha preso o no il medicinale, si dà un enorme contributo all’aderenza terapeutica, con tutti i vantaggi che ne derivano: “La persona che aderisce alla terapia evidentemente si cura meglio, conclama meno i sintomi, quindi non si ammala, non ammalandosi, non ospedalizzandosi, costa meno le casse dello Stato”.
L’adesione da parte delle farmacie al servizio è volontaria, “ma spero – ha concluso Gemmato – sia la più alta possibile o comunque che questa pratica sia, su tutto il territorio nazionale, omogeneamente diffusa”.


