Deblistering, Gemmato: “Il servizio troverà capienza nei fondi della Farmacia dei servizi”

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Roma, 27 settembre –  La presentazione al Ministero delle Linee di indirizzo nazionali per il servizio di accesso personalizzato ai farmaci presso le farmacie aperte al pubblico, approvate con il decreto firmato dal sottosegretario Marcello Gemmato lo scorso 11 settembre  per “omogeneizzare” sul territorio nazionale un servizio già partito in alcune Regioni (Lazio. Lombardia, Piemonte e altre, con  estensioni e modalità differenti), attraverso la messa a punto di “modalità applicative di accesso personalizzato al farmaco uniformi sul territorio, garantendo qualità e sicurezza del percorso di accesso alle cure, tutela del paziente e a supporto dell’aderenza terapeutica”, pone tra le altre una domanda sul reperimento delle risorse necessarie per retribuire il servizio alle farmacie.

A fornire una risposta è stato lo stesso Gemmato, spiegando che potrebbero trovare capienza nell’ambito dei fondi stanziati per la farmacia dei servizi, 50 milioni di euro l’anno. “Nelle Linee guida abbiamo deliberato che, essendo una prestazione classica ascrivibile alla farmacia dei servizi, può essere addebitata in fase di accordo regionale alle Regioni” ha spiegato il sottosegretario. “È interesse di tutti che il cittadino aderisca alla terapia perché ciò, a valle, fa risparmiare le casse del sistema sanitario e quindi lo rende sostenibile. Ricordo che l’anno scorso noi abbiamo stabilizzato la farmacia dei servizi che era sperimentale. Tutti i passati Governi l’avevano finanziata in via sperimentale, noi l’abbiamo stabilizzata dandogli certezze. Una di queste certezze può essere l’erogazione degli schemi posologici che vanno incontro alle esigenze degli anziani, delle persone deboli, molte volte soli”.

Sull’argomento, va segnalato quanto dichiarato ad Adnkronos Salute da Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma, che ha quantificato  (sulla base dell’esperienza condotta fin qui nella Regione Lazio) “un costo per il cittadino di circa un euro al giorno”

Paola Minghetti, professore ordinario di Tecnologia, socio-economia e normativa dei medicinali dell’Università di Milano e presidente di Sifap, ha chiarito quello che è lo spirito delle linee guida, ovvero “garantire una prestazione nell’ottica della farmacia dei servizi”, basandosi su alcuni principi fondamentali: “Centralità degli assistiti, informazione al paziente, personalizzazione della terapia, rispetto dello schema terapeutico, collaborazione medico-farmacista, responsabilità professionale del farmacista, tracciabilità del farmaco” ha spiegato la docente (che è anche componente del Tavolo tecnico ministeriale che ha lavorato alla definizione delle Linee di indirizzo).

Minghetti ha quindi ricordato che il servizio ha precise modalità operative. Si parte dall’informazione chiara al paziente; successivamente il farmacista dispensa i farmaci all’utente nel rispetto della prescrizione, dopo aver ricevuto una lettera d’incarico (con i relativi consensi) dal paziente per allestire il confezionamento personalizzato. Poi il professionista prende in affidamento dall’utente i farmaci prima dispensati. Prima di procedere valuta la trattabilità dei farmaci stessi rispetto al riconfezionamento.

Sono previsti, inoltre, precisi controlli da parte della autorità territoriali competenti. “Se una farmacia decide di fare questo servizio – ha precisato Minghetti – deve comunicarlo all’autorità, anche nell’ottica delle eventuali ispezioni”.

 

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