Roma, 1 ottobre – È stata presentata ieri nella sede della Fofi a Roma l’edizione 2026 di FarmacistaPiù, tredicesima nella storia del congresso. Alla conferenza stampa tenutasi nella Sala del Comitato centrale della sede federale sono intervenuti il presidente Andrea Mandelli, che presiede anche l’evento, il presidente Federfarma Marco Cossolo, il presidente della Fondazione Francesco Cannavò Luigi D’Ambrosio Lettieri, il presidente dell’Utifar Eugenio Leopardi e il presidente dell’Enpaf Maurizio Pace.
L’evento congressuale, che si terrà a Roma il 4 e 5 novembre, nella sede della Precise House Mantegna (via Andrea Mantegna 130), è dedicato al tema La professione del Farmacista nella Sanità che cambia. Unità, responsabilità e governo dei territori. L’obiettivo è quello di continuare ad approfondire il processo di evoluzione della professione del farmacista nelle sue molte e diverse articolazioni (farmacia di comunità, Servizio sanitario nazionale, ambito ospedaliero, servizi farmaceutici territoriali, esercizi di vicinato, università, ricerca e industria). Il percorso evolutivo ha progressivamente proiettato la professione in una nuova dimensione, ampliandone – anche per via legislativa – funzioni, competenze e responsabilità del farmacista, professionista del quale viene oggi riconosciuto in modo sempre più esplicito il valore sanitario, scientifico e sociale, tanto da investirlo di un ruolo strategico nei processi di prevenzione, presa in carico, appropriatezza terapeutica, continuità assistenziale e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Un percorso che però, pur a fronte di un quadro normativo attento al cambiamento, ancora registra difformità importanti sul territorio nazionale e nei diversi ambiti di esercizio professionale. Permangono infatti differenze significative tra Regioni, modelli organizzativi disomogenei, livelli variabili di integrazione interprofessionale e, in alcuni contesti, una non piena valorizzazione delle competenze professionali. L’inevitabile conseguenza sono asimmetrie operative, discontinuità nell’erogazione dei servizi e una distanza tra le scelte di indirizzo nazionale e la loro applicazione nei contesti reali.
La XIII edizione di FarmacistaPiù si propone appunto di approfondire questa realtà, avviando un confronto sul valore della coesione della professione, nella consapevolezza che essa rappresenta una condizione imprescindibile per affrontare le sfide del sistema sanitario. Non si tratta più, quindi, di occuparsi della produzione normativa, quanto dei motivi che ostacolano la sua omogenea attuazione e impediscono un’armonica attuazione sul territorio nazionale del processo di sviluppo della professione farmaceutica. Un processo che deve essere governato per assicurarne l’efficacia, l’omogeneità e la sostenibilità.
Il congresso 2026 – organizzato dalla Fondazione Francesco Cannavò in collaborazione con Summeet Srl, società leader nella formazione medico-scientifica in Italia – si propone quindi di porre al centro la professione farmacista nella sua unitarietà, valorizzando tutte le articolazioni e superando approcci settoriali, ma anche di ragionare sui territori e sul loro ruolo strategico di luoghi di concreta attuazione delle politiche sanitarie e professionali, sia pure senza sottrarre una riflessione rigorosa e responsabile sulle cause delle disomogeneità applicative. Secondo una ormai consolidata tradizione FarmacistaPiù favorirà anche quest’anno un confronto strutturato tra tutte le rappresentanze professionali, ordinistiche e associative e si impegnerà a costruire indirizzi condivisi capaci di orientare in modo coerente l’evoluzione della professione nel medio periodo.
L’obiettivo da centrare, alle fine, resta sempre quello: rafforzare il ruolo del farmacista quale professionista sanitario centrale per la qualità delle cure, la tutela della salute dei cittadini e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, contribuendo a costruire una visione unitaria, credibile e operativa del futuro della professione.
Questi, nella sostanza, i contenuti della presentazione romana, della quale proponiamo qui di seguito (nella sintesi operata in una nota pubblicata dalla Fofi), alcuni passaggi degli interventi dei rappresentanti della professione intervenuti.
Cosa hanno detto i rappresentanti della professione
Andrea Mandelli: “La professione di farmacista evolve insieme alla società che cambia per dare risposte tempestive e sostenibili a bisogni di salute sempre più complessi. Investire sulle competenze significa dare forza a questa trasformazione e valorizzare il contributo dell’intera professione alla prevenzione, alla qualità e alla continuità dell’assistenza e a una presa in carico sempre più integrata con gli altri attori del sistema salute. In questo percorso, FarmacistaPiù rappresenta un appuntamento importante per la nostra comunità: due giornate con una faculty scientifica e professionale di altissimo profilo, per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze, condividere esperienze e confrontarsi sul futuro della professione. Prossimità, formazione e patto intergenerazionale saranno alcuni dei temi portanti del Congresso, con un obiettivo preciso: valorizzare funzioni e competenze dei farmacisti nel Ssn, a tutela del diritto alla salute di tutti i cittadini”.
Marco Cossolo: “La farmacia di comunità sta vivendo una fase di passaggio dalla sperimentazione al consolidamento strutturale dei servizi, per offrire ai cittadini un’assistenza omogenea sul territorio e superare le differenze legate ai singoli contesti locali. Sono certo che questa XIII edizione di FarmacistaPiù costituirà, come sempre, una preziosa occasione di confronto su temi di grande importanza e attualità, per costruire insieme ai rappresentanti di istituzioni, professionisti sanitari, esponenti del mondo scientifico e dell’industria di settore un percorso evolutivo coerente della nostra professione”.
Luigi D’Ambrosio Lettieri: “La sanità sta attraversando una profonda trasformazione che affida al farmacista responsabilità sempre più ampie nella governance del farmaco, nella prevenzione, nella presa in carico, nell’appropriatezza terapeutica e nella continuità assistenzial. FarmacistaPiù 2026 nasce dalla convinzione che non sia più sufficiente accompagnare questo cambiamento: occorre contribuire a governarlo con competenza, responsabilità e visione, creando uno spazio nel quale partecipare, confrontarsi e contribuire alla costruzione di proposte concrete. Per questo abbiamo voluto un format congressuale fortemente inclusivo e partecipativo, capace di coinvolgere tutte le componenti della professione e, soprattutto, di far sentire protagonisti i farmacisti che ogni giorno operano nei diversi contesti del nostro Servizio sanitario. In questa prospettiva assume particolare rilievo il coinvolgimento dei quadri dirigenti territoriali, chiamati a svolgere una fondamentale funzione di raccordo tra gli indirizzi e i provvedimenti definiti a livello nazionale e la loro concreta attuazione nei territori, dove occorre confrontarsi con differenti modelli organizzativi, bisogni e realtà assistenziali. La sfida non è soltanto acquisire nuove competenze, ma trasformarle in nuove responsabilità e in risposte concrete per i cittadini e per il Servizio Sanitario Nazionale. Il futuro della professione deve essere costruito insieme, valorizzando il contributo della base professionale e facendo delle esperienze dei territori un patrimonio comune”.
Eugenio Leopardi: “FarmacistaPiù rappresenta un momento importante di confronto per una professione che sta vivendo una fase di profonda evoluzione. Al farmacista vengono oggi richieste competenze sempre più ampie e una capacità crescente di inserirsi nei percorsi di prevenzione, assistenza e presa in carico del cittadino. Come Utifar riteniamo che questa trasformazione debba essere accompagnata da una formazione continua, concreta e di qualità, capace non soltanto di trasferire nuove conoscenze, ma anche di aiutare i farmacisti a interpretare consapevolmente il proprio ruolo all’interno di una sanità sempre più vicina alle persone. Il valore di FarmacistaPiù sta proprio nella possibilità di mettere a confronto esperienze, competenze e visioni diverse, contribuendo a costruire insieme il futuro della professione”.
Maurizio Pace: “La trasformazione della professione farmaceutica riguarda anche il modo in cui immaginiamo il futuro della categoria. Nuove competenze e nuove responsabilità devono poter trovare un sistema di formazione e di tutele adeguato all’evoluzione della professione. Per questo è importante mettere in relazione mondi che troppo spesso vengono considerati separatamente: formazione, associazioni professionali e previdenza. Enpaf intende contribuire a questo confronto insieme alle istituzioni, alle università, agli Ordini e alle rappresentanze della categoria, perché solo attraverso una lettura condivisa dei cambiamenti è possibile costruire condizioni solide per le future generazioni di farmacisti”.


