Ddl Concorrenza, polemicheinfuocate su fascia C,ma la scelta sembra fatta

Ddl Concorrenza, polemicheinfuocate su fascia C,ma la scelta sembra fatta

Roma, 10 settembre – Com’era inevitabile, la posizione inequivocabilmente contraria a ulteriori misure di liberalizzazione nel settore della farmacia espressa da Federico Gelli, responsabile sanità del Pd,  ha infiammato lo scontro che si sta giocando a margine del ddl Concorrenza, ormai giunto alle fasi finali del suo cammino a Montecitorio, dove le Commissioni Finanze e Attività produttive stanno alacremente lavorando per completare l’esame degli emendamenti.
A confermare come la presa di posizione espressa dal Pd coincida con quella del Governo sono intervenute le dichiarazioni di Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo economico e “sentinella” dell’esecutivo sull’iter parlamentare del provvedimento. Oltre a fare riferimento alle pronunce positive della Consulta e della Corte di Giustizia europea sull’attuale assetto della distribuzione dei farmaci in Italia, Vicari ha ribadito l’inopportunità di intervenire sul settore delle farmacie, che “soltanto adesso  intervenire sta iniziando a vedere gli effetti della liberalizzazione avviata dal Governo nel 2012″.
Alle sortite dei due autorevoli esponenti della maggioranza di Governo ha provato a fare da controcanto  la deputata di Scelta civica Adriana Galgano, ieri in visita al presidio organizzato dalle parafarmacie a Montecitorio. In un comunicato diramato subito dopo l’incontro, la parlamentare sostiene infatti le proposte correttive presentate dal suo partito, in particolare sulla liberalizzazione della fascia C. “Estendere la vendita dei farmaci di fascia C anche alle parafarmacie consentirà alle famiglie, che i medicinali li pagano di tasca propria, di risparmiare subito 500 milioni di euro e di superare un sistema appannaggio di pochi privilegiati regolamentato da norme che risalgono al dopoguerra” spiega Galgano, aggiungendo che “affermare che questa misura sia pericolosa per la sicurezza dei cittadini è un assurdo, visto che nelle parafarmacie lavora un laureato e i farmaci di fascia C sono prescritti da un medico.”
Secondo la parlamentare di Scelta civica, allargare la vendita della fasci C produrrebbe come unico effetto “quello di far abbassare i prezzi dei medicinali perché saranno disponibili in un numero maggiore di punti vendita. Il nostro emendamento alleggerirà i bilanci di migliaia di famiglie con effetti positivi per l’intera economia del Paese”.
Il Governo – chiude la parlamentare – deve comprendere che quello sui farmaci dei fascia C rappresenta un tassello importante anche per incidere su un settore che fa ancora capo all’ereditarietà delle licenze che, francamente, nel 2015, ci sembra davvero un criterio anacronistico che, questo sì, non offre alcuna garanzia di professionalità e competenza ai cittadini”.
Inevitabili, e anche questa volta di segno contrario, le reazioni a colpi di comunicati stampa seguite alle prese di posizione di cui si è appena riferito. Il Movimento nazionale dei liberi farmacisti e la Federazione delle parafarmacie, con i presidenti Vincenzo Devito e Davide Gullotta, sparano ad alzo zero contro Gelli e Vicari, mentre Federfarma interviene per difendere, in particolare, il Pd e il Governo presieduto dal segretario del Pd, ovvero lo stesso partito i cui esponenti, appena due anni fa, venivano subissati “a prescindere” di fischi e altre assortite espressioni di dissenso  in un’affollatissima platea di titolari di farmacia. I tempi, è indubitabile, cambiano e anche le stagioni, del resto, non sono più quelle di una volta.
Delle reazioni di Mnlf, Fnpi e Federfarma, per comodità espositiva, diamo diffusamente  conto negli articoli che seguono.
Per quanto vivaci possano essere, polemiche e proteste –  peraltro prevedibili e previste – molto difficilmente peseranno su una scelta che (come sostiene  anche Federfarma) il governo presieduto da Matteo Renzi sembra avere già compiuto e che esclude (Gelli dixit)  la fuoriuscita della fascia C in farmacia. Almeno per  il momento.
Perché,  se le cose andranno davvero così, è quasi certo che la questione si riproporrà negli stessi termini in occasione della prossima legge annuale sulla concorrenza.  È più che probabile, infatti, che l’attuale titolare del dicastero dello Sviluppo economico, Federica Guidi (che non ha mai fatto mistero di essere pienamente  favorevole alla misura)  si preoccuperà di reinserirla nel testo del ddl 2016, con il rischio dell’effetto Ricomincio da capo, il celeberrimo film dove Bill Murray rimane intrappolato in un ciclo temporale ed è costretto a rivivere ogni giorno lo stesso giorno.

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