Gullotta a Federfarma: “Accesso alle farmacie,il criterio sia il merito”

Gullotta a Federfarma: “Accesso alle farmacie,il criterio sia il merito”

Roma, 11 settembre – Le bacchettate di Federfarma al presidente della Federazione delle parafarmacie Davide Gullotta (nella foto),  aspramente criticato per le accuse rivolte al responsabile sanità del Pd Federico Gelli di aver immolato il suo partito sull’altare delle lobby, non potevano che suscitare una replica immediata da parte dello  stesso Gullotta, puntualmente giunta ieri.
“La farmacia è un presidio indispensabile, necessario e fin troppo importante” ha affermato ieri il presidente Fnpi rispondendo ai duri rilievi del sindacato titolari“proprio per questo il sistema di accesso alla professione dovrebbe reggersi su criteri di merito e non essere anacronisticamente ancorato a questioni di censo e di ereditarietà.
“In qualità innanzitutto di cittadino”  continua Gullotta, “chiedo alla presiedente Racca quali siano le garanzie di salute offerte a cittadini e malati da chi semplicemente si limita ad ereditare una farmacia o a comprarla, senza dover superare nessun concorso o esame. È su questo punto che vogliamo puntare i riflettori e aprire un dibattito serio”.
Le parafarmacie sono nate nel 2006 a seguito di una legge del governo Prodi. “Ad oggi” conclude Gullotta “se il ddl Concorrenza dovesse passare senza le nostre modifiche ci troveremo presto di fronte a una vera e propria emergenza sindacale, con la perdita di migliaia di posti di lavoro: siamo nate a seguito di una legge del governo, adesso il governo trovi una soluzione”.
Dichiarazioni rese, in tutta evidenza, prima del disco verde al ddl Concorrenza, licenziato dalle Commissioni Finanze e Attività produttive senza alcuna novità per la fascia C. Facile prevedere, nella giornata di oggi, nuove e probabilmente ancora più puntute sortite dei rappresentanti delle parafarmacie, visto quella che da Fnpi è giudicata la prima e nell’immediato  più necessaria “soluzione” al problema delle parafarmacie (ovvero la concessione dei farmaci di fascia C con ricetta) non ha trovato spazio. Il batti e ribatti delle polemiche, c’è da scommetterci, è ancora ben lontano dall’esaurirsi.

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