Ddl Concorrenza, reazionie polemiche dopol’ok delle Commissioni

Ddl Concorrenza, reazionie polemiche dopol’ok delle Commissioni

Roma, 14 settembre – Il “day after” al via libera del ddl Concorrenza delle Commissioni riunite Finanze e Attività produttive della Camera, avvenuto giovedì scorso, non poteva ovviamente che essere segnato dalle reazioni polemiche, soprattutto da parte di chi (le parafarmacie) sembra aver perduto la partita su tutta la linea, almeno per ora.
Ma andiamo con ordine: uno dei primi a esprimersi, stigmatizzando in particolare la decisione delle due Commissioni di respingere gli emendamenti sulla liberalizzazione della fascia C, è stato Pierluigi Bersani, padre putativo delle parafarmacie con il suo decreto con le lenzuolate liberalizzatrici del 2006.
“Si sta rovesciando il lenzuolo” scrive su Facebook il leader della minoranza Pd.  “Si liberalizza il capitale, non la vendita dei farmaci. È un impressionante cambio di direzione. Spero l’Aula metta rimedio”.
A difendere l’approvazione dell’emendamento all’art.32 che introduce le società di capitale all’interno della proprietà delle farmacie, dalla sponda maggioritaria del partito, interviene invece Federico Gelli, membro della Commissione Affari sociali della Camera e responsabile nazionale Sanità deldel Pd. “Nessun rischio di oligopoli perché ci sono delle incompatibilità” che, ad esempio, “rendono impossibile per una multinazionale del farmaco acquistare una quota di capitale di farmacia.”
Le proteste maggiori arrivano però dalle parafarmacie, che accusano senza mezzi termini  il Pd di stare dalla parte “del capitale, delle lobby e dei grossi gruppi imprenditoriali”. Con una scelta del genere, commenta Davide Gullotta, presidente della Fnpi, il Partito democratico “volta la faccia ai farmacisti laureati. Mostra che il titolo di studio non conta, conta ereditare una farmacia o potersela comprare con tanti soldi”.
Una posizione in larga misura coincidente con quelle espressa dal Movimento nazionale dei liberi farmacisti, che parla di un “governo Renzi forte con i deboli e debole con i forti” e definisce il testo dell’art.32 del ddl concorrenza scaturito dalle Commissioni “un assist del falso riformismo ai grandi capitali, trasformando un monopolio di fatto in un oligopolio.”
È difficile trovare nei libri di economia la giustificazione a comportamenti tanto assurdi quali quelli assunti nell’approvazione di questo Ddl” scrivono ancora i farmacisti del Mnlf.  “Da una parte si apre a società di capitale che potranno in questo modo rilevare e salvare le farmacie in difficoltà mettendo al sicuro la finanziaria dei titolari di farmacia che le aveva tenute in vita sino ad ora; dall’altro, s’impedisce un minimo di concorrenza sui farmaci di fascia C con ricetta che i cittadini pagano di tasca propria.”  Proprio questa, per il Mnlf, “la cartina di tornasole di quanto sia elevato il livello di riformismo di questo governo. Dispiace per quei deputati del Pd che pur avendo presentato emendamenti favorevoli alla concorrenza, hanno alla fine dovuto chinare il capo.”
Ma parafarmacie e liberi farmacisti debbono incassare anche la bruciante sconfitta sulla vendita dei farmaci di fascia C su ricetta, che restano di esclusiva competenza delle farmacie. Gelli è però tornato a ribadire le ragioni della scelta: “Non sempre liberalizzare è positivo. Non lo è per quello che riguarda i farmaci di fascia C. E comunque non è questo disegno di legge lo strumento adatto a rivedere il sistema di distribuzione del farmaco, semmai servirebbe una norma ad hoc”.
Soddisfazione, invece, in casa  Federfarma, che ribadisce come le Commissioni di Montecitorio si siano espresse in linea anche con il parere espresso dalla Consulta poco più di un anno fa. “I cittadini – ha dichiarato Annarosa Racca, presidente di Federfarma – potranno continuare a trovare tutti i medicinali di cui hanno bisogno nella farmacia sotto casa, con le massime garanzie di sicurezza e con il più alto livello di tutela della salute”. Il testo uscito dalle Commissioni, ha concluso la presidente del sindacato dei titolari e “è rispettoso della funzione sociale e sanitaria della farmacia e della professionalità dei farmacisti che in essa operano”.
Soddisfatti si dichiarano anche i titolari di FarmacieUnite, il sindacato indipendente presieduto da Franco Gariboldi Muschietti, almeno per quanto riguarda le decisioni sulla fascia C. Anche in relazione all’ingresso del capitale, “chiaramente sostenuto e spinto da veri e propri colossi dell’economia mondiale”,  il sindacato prova a dare una lettura positiva: “L’interesse nei confronti della farmacia italiana da parte di alcuni grandi gruppi” secondo farmacieUnite, potrebbe infatti denotare, “al di là di un realistico momento di difficoltà, anche elementi di vitalità e di potenzialità per gli esercizi del nostro Paese.”
Secondo il sindacato di Muschietti, insomma, l’ingresso del capitale – in un momento di profonda trasformazione della farmacia, che deve rpofondamente rivedere i suoi paradigmi professionali – “rappresenta certamente una minaccia, ma d’altra parte potrebbe figurarsi come la famosa “scossa” di cui la categoria necessita, in maniera da rivedere un modello di business che  mostra segni di stanchezza ed inadeguatezza ai tempi moderni.”
Sul sito della Camera, in questa pagina, sono disponibili gli emendamenti approvati all’art. 32 del ddl Concorrenza. Qui, invece, viene riproposta una riformulazione dello stesso articolo, alla luce degli emendamenti introdotti giovedì scorso dalle Commissioni VI e X di Montecitorio.
Una sintesi giornalistica degli emendamenti, alla quale rimandiamo, è proposta da Roberto Turno su Sanità24, mentre qui è disponibile una riformulazione dello stesso art. 32 alla luce degli emendamenti approvati giovedì scorso.
Il ddl Concorrenza, secondo programma, andrà in Aula il prossimo 21 settembre, mentre il nuovo testo licenziato dalle Commissioni Finanze e Attività produttive, a partire da questa settimana, sarà all’esame di tutte le Commissioni che dovranno formulare i prescritti pareri consultivi.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi