Se ne va Giacomo Leopardi, padre nobile dei farmacisti e della farmacia italiani

Se ne va Giacomo Leopardi, padre nobile dei farmacisti e della farmacia italiani

Roma, 14 settembre – Giacomo Leopardi, presidente storico e padre nobile dei farmacisti italiani, si è spento ieri a Roma. Aveva 87 anni, almeno 60 dei quali spesi con passione e dedizione all’interno degli organismi della professione.
Per molti mandati presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, che oggi si stringe intorno ai suoi familiari, partecipando al loro dolore, Leopardi nel suo lungo, tenace e lungimirante percorso nella rappresentanza di categoria ha ricoperto le cariche più importanti, distinguendosi per spirito di servizio e lungimiranza e, soprattutto, riuscendo sempre, anche nei momenti più difficili, a mantenere serrati i ranghi di una professione tradizionalmente incline alla tentazione dell’individualismo, grazie a quelle doti di mediazione, equilibrio e saggezza che – uniti alla sua carica umana – sono sempre state il suo tratto distintivo.
Presidente di Federfarma per circa un decennio, tra la metà degli anni ’70 e la metà degli anni ’80, anni cruciali nella transizione che portò alla nascita del Ssn e alla completa riorganizzazione della sanità pubblica,
nel 1985  successe a Francesco Cannavò alla  presidenza della Federazione nazionale degli Ordini, alla cui guida è rimasto ininterrottamente per circa un quarto di secolo, fino al 2009.
Da allora, pur lasciando la presidenza, ha continuato ad assicurare il suo fondamentale contributo di esperienza e saggezza all’interno del Comitato centrale della Federazione e in qualità di presidente, della Fondazione Cannavò, istituita dalla Fofi per dare maggiore impulso alla valorizzazione della figura del farmacista promuovendone il costante aggiornamento tecnico, scientifico e culturale.
Le sue non comuni qualità hanno trovato ampio riconoscimento anche al di fuori dei confini della categoria, come attestano  la Medaglia d’oro al merito della Sanità pubblica e le insegne  di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana, solo per ricordare le più prestigiose tra le tante onorificenze che gli sono state conferite a livello istituzionale, dove  – quale che fosse il Governo in carica e il clima politico – è stato per decenni  un interlocutore molto  apprezzato e ascoltato, per le sue riconosciute doti di esperienza, affidabilità  ed equilibrio,  in occasione della definizione di scelte e decisioni politiche in materia di sanità e salute.
Al mondo politico-istituzionale, Leopardi ha anche finito, inevitabilmente, per  partecipare in via diretta e ancora una volta da protagonista, all’interno del  Parlamento europeo, dove fu eletto  nel 1994 nelle file di Forza Italia.
La scomparsa di Leopardi, al quale ero legato da sentimenti di amicizia sincera e profonda, maturata nei lunghissimi anni di comune impegno nelle istituzioni professionali romane prima e nazionali poi”  afferma Emilio Croce, presidente dell’Ordine di Roma “rappresenta una perdita incommensurabile per la farmacia e la professione farmaceutica, che gli devono moltissimo. Quel che deve consolarci e guidarci è che Giacomo, pur andandosene, è in realtà rimasto e sempre rimarrà con noi, grazie a quell’autentico giacimento di insegnamenti  e ispirazioni che sono i suoi scritti: in particolare, i suoi editoriali sul giornale della Fofi, dalla metà degli anni ’80 fino al 2008, rappresentano ancora oggi – basta rileggerli – un faro sul significato e il senso della professione farmaceutica, gettando una luce sulle direzioni da intraprendere per tutelarla e svilupparla, garantendole il futuro che merita. I ragionamenti, le intuizioni, i pensieri, le idee e le analisi  che Giacomo ha saggiamente voluto consegnare negli anni alla pubblicistica professionale, perfettamente consapevole – come mi ricordava spesso  – che “scripta manent”, sono stati, sono e saranno un viatico che accompagnerà sempre la nostra professione, un riferimento dal quale sarà impossibile prescindere anche in futuro. Quel futuro che, grazie alle sue parole, Giacomo Leopardi continuerà ad abitare insieme a noi, saldamente presente nelle nostre menti e nei nostri cuori.”
I funerali di Leopardi si celebreranno domani 15 settembre,  alle ore 14.00, nella chiesa parrocchiale dedicata a San Mattia apostolo, in via Renato Fucini 285 (piazza Primolli).
Il Consiglio direttivo dell’Ordine di Roma, il personale degli uffici e lo staff di RIFday Mattinale esprimono alla signora Tina e ai figli Eugenio e Paolo e loro famiglie la più sincera e affettuosa partecipazione al loro dolore.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi