Fascia C, chi ha detto cosa durante l’esame in Commissione VI e X

Fascia C, chi ha detto cosa durante l’esame in Commissione VI e X

Roma, 16 settembre – In attesa che il ddl Concorrenza sbarchi in Aula dopo il via libera delle Commissioni Finanze e Attività produttive di giovedì scorso (il d-day è fissato per lunedì prossimo, 21 settembre), non sarà inutile riproporre, a futura memoria e anche allo scopo di chiarire meglio quale siano le diverse “sensibilità” degli schieramenti politici sul tema alla vigilia dell’esame dell’Assemblea, l’andamento della discussione svolta il 10 settembre scorso, nelle battute finali dell’esame del provvedimento  in VI e X Commissione, su uno dei nodi cruciali, ovvero le proposte emendative finalizzate a introdurre nel testo misure per un’ulteriore liberalizzazione della vendita dei farmaci della fascia C.
Sulla questione, si è sostanzialmente registrato uno scontro all’interno del principale partito della coalizione governativa. All’interno del quale c’è stato chi, come il deputato Pd Marco Di Stefano, ha continuato a  sostenere gli emendamenti (a partire da quelli a sua firma) volti a  consentire la vendita dei medicinali di fascia C nelle parafarmacie, già “cassati” a inizio seduta dal parere negativo del relatore Andrea Martella (anch’egli Pd) e della rappresentante del Governo, il sottosegretario alle Attività produttive Simona Vicari (nella foto).
Di Stefano  ha voluto ricordare come la misura  sia utile a promuovere il libero mercato e la concorrenza, osservando che il parere contrario espresso da relatore e Governo è in contrasto con le posizioni dell’Antitrust e della Commissione europea, “che hanno evidenziato nel nostro Paese limiti alla concorrenza nel settore del commercio dei farmaci.”
Il deputato ha quindi sottolineato che “la crescita del Paese deve dipende anche dall’attività di 5 mila persone che lavorano nel settore delle parafarmacie che purtroppo, qualora le disposizioni in esame non siano modificate, rischiano di rimanere senza lavoro“, insistendo quindi per la votazione degli articoli aggiuntivi ori-liberalizzazione della fascia C da lui proposti, sottoscritti anche dalla deputata Sel Lara Ricciatti.
Immediate le repliche a Di Stefano, aperte dal “fuoco amico” della sua collega di partito Donata Lenzi, che ha esordito ricordando come  “la parafarmacia sia un’invenzione tutta italiana” e che, pur ritenendo che il tema meriti di  essere approfondito, ritiene che ciò debba essere fatto “in un più ampio discorso di riforma complessiva.
Lenzi ha anche ricordato come, già di recente, sia stato aumentato il numero delle farmacie per abitanti, “tanto che si arriverà ad avere un numero di farmacie pari a quello esistente in Germania, che pure ha diversi milioni di abitanti in più del nostro Paese.” L’autorevole parlamentare  ha ribadito che “lo sforzo in questo direzione è già stato compiuto”, mettendo in guardia dai rischi di aumentare la confusione rispetto ad un settore molto delicato.
La sottosegretaria Vicari, da parte sua, ha ricordato che il settore delle farmacie è stato di recente oggetto delle misure liberalizzatrici del “Cresci Italia” varato dal Governo Monti, ricordando di essere stata relatrice di quel provvedimento che, ha osservato,  ha concorso a far sì che il settore farmaceutico risulti quello “riformato più di tutti”..
La sottosegretaria ha quindi concluso sottolineando come “questa sia  la prima volta che viene varata una legge sulla concorrenza annuale”, attribuendo il merito dell’avvio di  nuovi processi di riforma nelle liberalizzazioni all’attuale Governo e invitando “ad  attendere la fine di tale percorso per comprendere quali ne saranno gli effetti, dettando regole valevoli per tutti senza adottare misure che favoriscano alcuni soggetti a svantaggio di altri.”
Di tutt’altro contenuto e tenore le posizioni espresse dai parlamentari di Sel, Scelta civica e M5S. Per Sinistra e libertà, sempre  la deputata Ricciatti , riferendosi agli emendamenti di Di Stefano, ha affermato come la figura professionale dei farmacisti che lavorano  nelle parafarmacie, creata nel 2006, “sia stata nel tempo oggetto di una discriminazione grave, esclusa ingiustificatamente dalla possibilità di vendere i farmaci di fascia C“, osservando che anche il provvedimento in esame, perseverando in tale direzione, “costringerà molti di loro a chiudere le proprie attività.”
Ricciatti ha quindi aperto una sorta di nuovo fronte, auspicando che il Governo “trovi una soluzione alla questione, anche prevedendo l’accesso dei parafarmacisti alla titolarità di farmacie attraverso l’espletamento di un concorso pubblico per titoli nel quale possa essere valorizzata la loro esperienza professionale.”
Considerazioni condivise da Adriana Galgano di Scelta civica, decisa nel preannunciare il voto favorevole del suo partito agli emendamenti di Di Stefano sulla fascia C e, ovviamente, dell’analoga proposta  a sua firma: “Da recenti studi è  emerso che la liberalizzazione dei farmaci di fascia C comporterebbe un importante ampliamento della concorrenza nel settore, con conseguente risparmio di circa 500 milioni di euro per i cittadini” ha affermato Galgano,  sottolineando  gli effetti positivi che ne discenderebbero per le famiglie italiane nell’attuale momento di crisi economica. “Questo dovrebbe essere l’obiettivo principale del disegno di legge in esame” ha concluso la parlamentare di Scelta civica “che è volto ad ampliare la concorrenza e non la competitività del sistema economico del Paese.”
Lo stesso Di Stefano ha poi voluto replicare al sottosegretario Vicari, affermando di condividere solo parzialmente il suo ntervento e  sottolineando come una legge sul libero mercato e sulla concorrenza “preveda, inevitabilmente, che si tolga a qualcuno per dare giustamente ed equamente a qualcun’altro. Altrimenti ci si troverebbe di fronte a una legge contro la concorrenza e il libero mercato.” A proposito degli interventi già assunti in passato sul settore delle farmacie, il deputato Pd ha poi osservato che, in analogia a quanto avvenuto in altri ambiti, “non vi sono impedimenti a intervenire anche su settori già oggetto in precedenza di liberalizzazione.”  In tale contesto, è a suo giudizio  prioritario “che il Governo, nel suo insieme, si faccia carico della necessità di trovare un punto di mediazione, così da evitare che molte parafarmacie siano costrette a chiudere, con conseguenti gravi problemi occupazionali.
La partita degli emendamenti Di Stefano è stata chiusa dal relatore Martella, che ha voluto ricordare come il provvedimento in esame sia “il primo disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza e come, quindi, le questioni in esame potranno essere nuovamente affrontate nelle prossime leggi annuali in tale materia.” Martella ha anche evidenziato come l’articolo 32 intervenga sul settore delle farmacie al fine di modernizzarlo in modo che sia più aperto e competitivo e di attrarre anche in tale ambito nuovi investimenti a tutto vantaggio dei cittadini, per poi porre in votazione le proposte emendative di Di Stefano, respinte a maggioranza dalle Commissioni, così come quello  a firma di Galgano.
Stessa sorte per l’articolo aggiuntivo presentato dalla deputata pentastellata Giulia Grillo, “una proposta razionale, che prevede la possibilità per le parafarmacie di vendere i farmaci di fascia C fissando tuttavia criteri e limiti precisi che tali esercizi commerciali e i loro titolari devono rispettare per essere abilitati alla vendita dei suddetti farmaci” ha detto la deputata grillina, ricordando che per M5S “tale genere di intervento normativo importante a favore dei cittadini italiani, e in particolare, dei giovani laureati che potrebbero trovare nel settore delle parafarmacie uno sbocco occupazionale importante.” Nel suo intervento, la  parlamentare di M5S ha anche voluto ricordare come, “mentre sono evidenti i vantaggi derivanti, in termini di risparmio per i cittadini e per i lavoratori delle parafarmacie, dalla liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C, sia difficile comprendere quali sarebbero i benefici derivanti dall’ingresso delle società di capitali della titolarità delle farmacie, prevista dall’articolo 32.”
Ragioni che, evidentemente, non hanno convinto più di tanto, visto che anche le proposte dell’esponente grillina sono state respinte a maggioranza al termine della seduta, chiusa dal presidente della VI Commissione Maurizio Bernardo con l’annuncio che il testo del disegno di legge, così come modificato dalle proposte emendative approvate, viene trasmesso alle Commissioni competenti, per acquisirne i pareri in sede consultiva.
Il resoconto dell’intera seduta è disponibile su questa pagina del Sito della Camera dei Deputati.

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