“Ma che sei scemo?”, parte la campagna antifumo 2015 del ministero della Salute

“Ma che sei scemo?”, parte la campagna antifumo 2015 del ministero della Salute

Roma, 17 settembre – Dei 52,3 milioni di italiani con età superiore ai 14 anni, ce ne sono 10,3 milioni (6,2 mln uomini e 4,1 mln donne) che continuano a fumare, pur sapendo che si tratta di un vizio dannoso come pochi: fa venire il cancro, danneggia chi sta intorno e può portare alla morte. Fumare, insomma, se si considerano le conseguenze per la salute, è davvero un’abitudine “scema”,
Ed è proprio su questo assunto che punta la  campagna contro il tabagismo 2015 promossa dal ministero della Salute e presentata ieri, compendiata proprio dallo slogan “Ma che sei scemo?”
La campagna ha come obiettivo quello di responsabilizzare i fumatori alla cura della propria salute e di quella di chi gli sta vicino, in particolare a tutela dei bambini contro il fumo passivo, ma si propone anche un approccio nuovo, di “garbata ironia” e con il fine di strappare un sorriso. Testimonial è l’attore Nino Frassica,  protagonista dei vari spot (resi disponibili dal Ministero in questa pagina del proprio sito, insieme a tutti i materiali della campagna e a contenuti extra)
Si tratta di una campagna sociale ‘combinata’: non è infatti solo una campagna contro il fumo, ma anche contro altri comportamenti non salutari. Sono previsti uno spot video, trasmesso dalle maggiori emittenti, ed uno spot radiofonico, per ciascuno dei quali sono stati realizzati quattro soggetti differenti: donne incinte, fumatrice attive, fumo passivo sui bambini, giovani e fumo, donne fumatrici attive.
Gli spot video sono stati pensati anche per una diffusione sul web e per una condivisione spontanea attraverso i social network. La campagna partirà da fine settembre sul web e seguirà sui media tradizionali.
Intanto, a margine del lancio della campagna, c’è chi chiede al ministero misure più stringenti per combattere il tabagismo, responsabile in Italia di 83mila morti all’anno. Lo fa ad esempio Ugo Pastorino, dell’Istituto nazionale tumori di Milano che, intervistato dall’Ansa, chiede la gratuità dei farmaci anti-fumo, con la loro introduzione nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), partendo dalle categorie maggiormente a rischio.
“Una misura fondamentale che il ministro della Salute Lorenzin dovrebbe mettere in atto nell’ambito delle azioni contro il fumo da tabacco” sostiene Pastorino. “Ovviamente sarebbe impensabile passare dal nulla al tutto – spiega l’esperto – e si dovrebbe partire concentrandosi appunto sulle classi a più alto rischio, ovvero i forti fumatori sopra i 50-55 anni che hanno almeno una patologia cronica o tumore pregresso”.
Secondo alcune stime, si tratterebbe di circa un milione di persone: per coprire il  loro trattamento con farmaci  anti-fumo (come quelli di ultima generazione a base di vareclina) sarebbe sufficiente, secondo  Pastorino – “aumentare di soli 5 centesimi il costo dei pacchetti di sigarette. Di contro, però, lo Stato risparmierebbe cifre enormi in termini di cure e ospedalizzazioni, riducendo fortemente la mortalità”.
Una misura simile, ricorda l’esperto, è stata già decisa in Gran Bretagna, ”dove questi farmaci sono rimborsati dallo Stato proprio perché hanno il migliore rapporto costo-beneficio”. I
farmaci, dunque, possono rappresentare una svolta:  lo stesso Pastorino, con uno studio recentemente presentato in Usa, a Denver, alla Conferenza mondiale sul cancro al polmone, ha evidenziato che smettere di fumare, in qualsiasi momento della vita, riduce del 30-40% il rischio di morire per cancro del polmone e per tutte le altre cause.

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