Roma, 11 settembre – Il Ministero della Salute, di concerto con Ministero dell’Università e della Ricerca e Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha pubblicato il decreto che determina il numero di specialisti da formare per le professioni sanitarie non mediche per il triennio accademico 2025-2027.
È bene dire subito che i numeri sono tutt’altro che confortanti, molto lontani dal soddisfare il fabbisogno complessivo di 11.643 unità nel triennio espresso dalle Regioni, così ripartite: 3.986 per l’anno 2025, corrispondente all’anno accademico 2024/2025, 3.866 per l’anno 2026. Richiesta rimasta dunque largamente senza risposta: per il primo anno sono state infatti stanziate con fondi statali appena 1.520 borse di studio, del valore di 4.773 euro lordi annui ciascuna. Il decreto, firmato dai ministri Orazio Schillaci, Anna Maria Bernini e Giancarlo Giorgetti, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 settembre 2026.
Il provvedimento fissa nel suo primo articolo il numero totale di specialisti da formare per il triennio accademico 2025-2027, nei termini già anticipati, definiti sulla base dell’Accordo raggiunto tra Governo, Regioni e Province autonome il 6 novembre 2025. Il fabbisogno è ripartito per ciascuna tipologia di specializzazione e per ciascuna professione. Per quanto riguarda quella i farmacisti, gli specialisti da formare sono 809, un numero inferiore solo a quello dei biologi (1.107) ma superiore a quello di psicologi (607), veterinari (598), odontoiatri (440), chimici (159) e fisici (146). Va anche segnalato che, nella riduzione del fabbisogno complessivo di specializzandi non medici disposta dal decreto, i farmacisti sono in controtendenza, registrando un incremento da 782 a 817 unità, Analogo andamento positivo per gli psicologi, che passano da 600 a 625, mentre diminuiscono i numeri delle altre figure professionali.
Le 1.520 borse statali vengono distribuite tra le diverse scuole sulla base del fabbisogno. Tra i contingenti più consistenti figurano le 225 borse per Patologia clinica e biochimica clinica, le 214 per Farmacia ospedaliera, le 172 destinate alle specializzazioni veterinarie e le 159 per Psicologia clinica.
La situazione, in ogni caso, è quella deficitaria che emerge dai numeri: il decreto appena varato non arriva a soddisfare nemmeno il 40% del fabbisogno espresso dalle Regioni, ovvero 1520 unità contro le 3866 richieste: solo questo hanno consentito le risorse a disposizione del Governo. In dettaglio, 135 borse verranno assegnate a Farmacologia e tossicologia clinica e 106 a Microbiologia e virologia, 80 borse andranno ad altre specializzazioni ammesse per l’accesso al Servizio sanitario nazionale, 78 a Scienza dell’alimentazione, 67 per Ortognatodonzia, 65 per Chimica, 62 per Genetica medica, 59 per Statistica sanitaria e biometria, le 57 per Fisica medica e le 41 per Odontoiatria pediatrica.
Il valore di ciascuna borsa assomma a 4.773 euro lordi annui, come previsto dall’art. 8, comma 1-bis, della legge n. 401/2000, introdotto dalla legge di bilancio 2025. Per la ripartizione tra le diverse categorie professionali (biologi, chimici, farmacisti, fisici, odontoiatri, medici veterinari e psicologi), poi suddivise tra le scuole di specializzazione in base al fabbisogno regionale (la ripartizione effettiva delle borse tra le singole scuole sarà definita con un successivo decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca, con il parere del Ministro della Salute), è stato adottato il criterio del peso percentuale del fabbisogno espresso per ciascuna figura professionale. L’erogazione delle somme alle università avverrà solo dopo il perfezionamento del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di riparto delle somme.
Per “alimentare” le borse di studio degli specializzandi, il fondo sanitario corrente è stato incrementato di 30 milioni di euro per l’anno 2025 e di 30 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, ai sensi della legge di bilancio 2025. Un ulteriore stanziamento di 4.423.830 euro per il 2025 e 2.026.830 euro annui dal 2026 è stato autorizzato dal decreto-legge n. 156/2025. Le risorse disponibili per l’anno accademico 2025/2026, stanziate sul Fondo sanitario nazionale, ammontano così a 32.026.830 euro.
L’articolo 3 del decreto apre però alla possibilità che Regioni e Province autonome, ove si trovino nella condizione di disporre di risorse aggiuntive, prevedano ulteriori borse di formazione specialistica in aggiunta a quelle finanziate dallo Stato. Inoltre, le università possono prevedere borse aggiuntive finanziate con propri fondi o con fondi acquisiti da altri soggetti pubblici o privati. Eventualità sulle quali è più che lecito esprimere un inevitabile pessimismo.


