Conferenza delle Regioni, il coordinamentodella sanità passa all’Emilia Romagna

Conferenza delle Regioni, il coordinamentodella sanità passa all’Emilia Romagna

Roma, 18 settembre – La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha attribuito, nella seduta tenutasi ieri a Roma, le deleghe per il coordinamento delle Commissioni interne istituite (secondo quanto previsto dall’articolo 7 del regolamento) per “assicurare efficienza all’attività della Conferenza” e per “accelerare e semplificare l’esame delle questioni”.
Nel commentare gli esiti dell’importante seduta, il presidente Sergio Chiamparino (nella foto), ha espresso “soddisfazione per una scelta condivisa da tutte le Regioni, salvo il Veneto che si è astenuto”.
Proprio il Veneto, come peraltro era ampiamente previsto e annunciato (il nostro giornale ne ha riferito il 9 settembre scorso), ha perso il coordinamento di una delle  commissioni più importanti (se non la più importante in assoluto, visto il peso della salute nei bilanci regionali), la VII, che si occupa appunto di tutela della salute, organizzazione e assistenza sanitaria, personale sanitario e sicurezza negli ambienti di lavoro.
La guida della Commissione per lungo tempo affidata all’assessore della Sanità del Veneto Luca Coletto, passa infatti all’Emilia Romagna, e quindi al suo assessore Sergio Venturi. Il coordinamento vicario è invece affidato (ad interim) al Piemonte del presidente Chiamparino, ovvero la Regione dove l’assessore alla Sanità Fulvio Moirano –  il dettaglio merita di essere ricordato – ha affidato pochi mesi fa la responsabilità del settore dell’ Assistenza farmaceutica, integrativa e protesica a Loredano Giorni, per lunghissimi anni titolare dell’analoga posizione in Toscana.
Il Veneto – che non aveva fatto di mistero di volersi continuare a occupare del coordinamento della sanità, ha rifiutato di guidare ogni altra commissione, anche se (secondo ipotesi molto accreditate) sarà “risarcito” con la presidenza dell’Agenas.
Non sarà intanto inutile ricordare che il lavoro delle Commissioni, di carattere istruttorio, è quasi sempre decisivo per le determinazioni che vengono poi assunte, materia per materia, dalla Conferenza delle Regioni.
 “Ora ci aspetta un passaggio importante e delicato, soprattutto per quanto riguarda il confronto con il Governo – ha sottolineato Chiamparino al termine  della seduta di ieri – perché ci sono sul tavolo temi fondamentali come la riforma costituzionale, la legge di stabilità e, più in generale, la salvaguardia e lo sviluppo della sanità pubblica”.
Già, la sanità, al centro in questi giorni di aspre polemiche a proposito del suo finanziamento, dopo le esternazioni dei giorni scorsi del primo ministro Matteo Renzi in una trasmissione televisiva (“Sulla sanità, se le cose vanno in una certo modo, male che vada in legge di stabilità ci saranno le stesse cifre di quest’anno”aveva detto il premier, suscitando comprensibili preoccupazioni e innescando un vespaio di reazioni).
Inevitabilmente, sarà proprio questo, ancora una volta, il principale terreno di confronto (e probabilmente di scontro) tra i due livelli istituzionali, ed è dunque comprensibile il rilievo che assume la Regione che, in seno alla Conferenza, è chiamata a coordinare i lavori della Commissione che si occupa della materia.
Intanto, sempre nella giornata di ieri, Chiamparino ha voluto dedicare qualche battuta alla querelle sui finanziamenti, spiegando che la salute è già stata oggetto di colpi di forbice pesanti: “Il Patto per la salute prevedeva altre cifre, ovvero 2 miliardi in più nel 2015, 3 miliardi nel 2106 e altri 2 miliardi più nel 2017. Quelli sul 2015 sono stati azzerati, mi auguro che per il 2016 ci sia  un giusto adeguamento” ha detto il presidente della Conferenza, sbarrando così il passo all’ipotesi di  nuovi tagli per il prossimo anno.
Chiamparino, però, aspetta  però di vedere i numeri: “Valuteremo quando saremo in condizione di  vedere le carte” ha affermato, spiegando che le Regioni stanno già lavorando sulla  spending review con Yoram Gutgeld: “Siamo d’accordo a fare tutte le operazioni di razionalizzazione necessarie, ma  i risparmi in sanità – ha ribadito  – vanno reinvestiti in farmaci innovativi, investimenti tecnologici,  personale ed adeguamento delle strutture”. Secondo Chiamparino, “bisogna trovare un equilibrio tra queste due esigenze: quella di risparmiare e quella di mantenere un’elevata qualità del nostro sistema sanitario”.  E questo, ha concluso il presidente, “si fa solo con gli investimenti.”
Tornando alla definizione della “squadra” operativa della Conferenza, il coordinamento dell’altra Commissione di maggiore rilievo (la II, che si occupa di affari finanziari e riforma della finanza regionale, armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario) è andato alla Lombardia, con il Lazio coordinatore vicario.
L’ufficio di presidenza  della Conferenza, oltre al presidente Chiamparino e al vicepresidente Giovanni Toti (presidente della Regione Liguria), vede la presenza di Vincenzo De Luca (Campania), Marcello Pittella (Basilicata) ed Enrico Rossi (Toscana). L’organico politico dell’ufficio di presidenza è poi completato dagli “invitati permanenti” Francesco Pigliaru (Sardegna), rappresentante delle Regioni a statuto speciale, e Massimo Garavaglia (Lombardia), nella sua qualità di coordinatore della Commissione Affari finanziari.

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