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sabato 14 Febbraio 2026
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Mnlf a Sunifar: “Farmacie rurali risorsa
del Ssn, non alibi dei monopolisti”

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Roma, 24 settembre – Alla nota del Sunifar, oltre a Zanetti, replicano anche i farmacisti del Mnlf, per i quali “le farmacie rurali sono una risorsa del Ssn, non una foglia di fico dei monopolisti”.
In una nota pubblicata sul sito del Movimento, i liberi farmacisti scrivono infatti che “le farmacie rurali, quelle vere, rappresentano certamente una risorsa del Ssn e i farmacisti che vi operano svolgono un servizio della massima importanza per garantire l’assistenza farmaceutica e a volte anche medica là dove i servizi sono carenti.”
Ma bisogna operare dei distinguo, perché  “esistono numerose farmacie che pur se considerate rurali hanno fatturati simili alle farmacie di Milano, Roma, Firenze, Bologna ecc. Alcune di queste ricevono perfino un sussidio per la loro presunta ruralità.”
Il problema, secondo Mnlf, nasce dal sistema di classificazione basato sul numero di abitanti, che più volte la sigla dei liberi farmacisti ha chiesto di rivedere, in modo da definire farmacie rurali solo quelle che in possesso di precisi parametri, “uno dei quali” si legge nella nota “potrebbe essere la dichiarazione dei redditi del titolare la farmacia. Questo non per un sentimento punitivo, ma per concentrare i sussidi sulle farmacie che hanno davvero bisogno.”
Commentando poi i toni allarmistici relativi alla chiusura dei piccoli esercizi della replica Sunifar a Zanetti, la nota Mnlf osserva che “lo stesso allarme il sindacato dei titolari di farmacia lo lanciò poco prima della liberalizzazione dei farmaci d’automedicazione“, ma “niente di tutto quello che era stato annunciato si è avverato. Nessuna farmacia ha chiuso.”
“Il problema, numeri alla mano, non si pone” afferma Mnlf. “Nessuna farmacia chiuderà perché la perdita media stimata per farmacia in caso di liberalizzazione dei farmaci di fascia C non sarà superiore a 45/55 euro al giorno.”
La tesi dei liberi farmacisti è che “la questione delle farmacie rurali entra in partita ogni qualvolta si tenta di cambiare qualche cosa nel settore della distribuzione del farmaco. Quasi la carta di riserva, la foglia di fico da giocare quando le cose non vanno come previsto.”
Un ritornello che, secondo Mnlf, si ripete ciclicamente: “È avvenuto durante le lenzuolate di Bersani e  anche con il “Cresci Italia” di Mario Monti. Lo stesso ritornello che chiama in causa la Gdo quando tutti sanno che queste rappresentano meno del 15% di tutte le parafarmacie aperte dopo la liberalizzazione di Sop e Otc”.
A giudizio di Mlf,  le farmacie rurali hanno “problemi ben più grossi che non la liberalizzazione dei farmaci di fascia C, come, ad esempio, l’aver dovuto digerire in assoluto silenzio l’appoggio che Federfarma nazionale ha dato,  senza peraltro consultare la base, all’entrata dei capitali privati. Fatto questo di cui noi non ci scandalizziamo di sicuro, ma che consideriamo pericoloso in un contesto monopolistico come quello attuale.”
Secondo la sigla presieduta da Vincenzo Devito, per effetto di questa misura  “l’oligopolio è dietro l’angolo. Che ci siano politici che non sono allineati e mantengono la loro indipendenza è un bene per il Paese, altrettanto positivo è che non basta pagare 1000 euro per partecipare a  una cena di autofinanziamento al fine di ottenere l’assoluta benevolenza del potere. Bisogna anche argomentare con fatti, non solo con demagogia.”

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