Ricetta elettronica BDZ, la PCM inoltra ai ministeri l’istanza di accesso agli atti del Mnlf

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Roma, 4 novembre – L’istanza formale di accesso agli atti inviata al Governo dal Movimento nazionale liberi farmacisti nel quadro delle iniziative assunte dalla sigla presieduta da Vincenzo Devito per chiedere la piena attuazione della norma che dal 1° gennaio 2025 rende obbligatoria la prescrizione elettronica per tutte le ricette, incluse quelle relative ai medicinali contenenti sostanze psicotrope, ha cominciato a percorrere la sua strada all’interno delle istituzioni.

L’Ufficio del Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (PCM) ha infatti provveduto (con tempestività, va detto) a trasmettere la richiesta “per gli eventuali seguiti di competenza” alle amministrazioni interessate, ovvero il Ministero della Salute, il Ministero dell’Economia e Finanze, l’Aifa e il Dipartimento per la trasformazione digitale. Copia per conoscenza dell’istanza è stata trasmessa anche al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’iniziativa assunta dal Mnlf vuole fare chiarezza sulle ragioni che hanno portato a interrompere, nello scorso mese di luglio, il percorso di dematerializzazione delle prescrizioni per determinati medicinali contenenti sostanze psicotrope, contravvenendo alla norma che dal 1° gennaio 2025 rende obbligatoria la prescrizione elettronica per tutte le ricette, incluse quelle relative ai medicinali contenenti sostanze psicotrope (si tratta dell’art. 1, comma 317, della legge 207/2024) e impedendone così la piena attuazione. Il tutto, peraltro, senza fornire alcuna spiegazione al riguardo.

Una decisione incomprensibile, che però Mnlf  si è fin fin da subito impegnata a comprendere, risolvendosi – dopo le prime richieste rimaste senza risposta – a inviare lo scorso 20 settembre una diffida formale a Presidenza del Consiglio dei Ministri, ministeri della Salute e dell’Economia e Finanze, amministrazioni competenti e Regioni e riuscendo a ottenere così nel breve volgere di alcune settimane le prime risposte da alcune Regioni. Le quali, senza fornire lumi sulle ragioni della decisione, ne hanno attribuito la paternità a indicazioni che sarebbero pervenute a Sogei dal Ministero della Salute.

Tutt’altro che soddisfatto da informazioni che, lungi dal risolverlo, hanno infittito il mistero, il Mnlf si è così risolto a presentare l’istanza formale di accesso agli atti che ora la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha “girato” ai ministeri competenti, Salute e Mef, e all’Aifa. Che – si spera in tempi brevi – dovranno chiarire quali sono in motivi che hanno portato alla disattivazione delle funzionalità informatiche necessarie alla prescrizione e all’erogazione delle ricette bianche dematerializzate dei farmaci contenenti sostanze motive, atteso che – sulla base di quanto affermato dalle Ragioni nelle loro risposte a Mnlf – l’interruzione non è stata determinata da criticità tecniche o organizzative regionali.

Con quest’ultima istanza, Mnlf si propone di acquisire copia delle comunicazioni e degli atti relativi alla disattivazione delle funzionalità informatiche, delle eventuali disposizioni trasmesse a Sogei, delle interlocuzioni tra Ministero della Salute, Ministero dell’Economia e delle Finanze e altri soggetti coinvolti, nonché di ogni documento che possa essere utile a chiarire le ragioni dello stop e – cosa ancora più importante – per sapere quali siano i tempi previsti per completare il percorso di ripristino delle funzionalità informatiche anche per i farmaci inopinatamente e inspiegabilmente “ostracizzati”, generando confusione e incertezze a chi – come i medici e i farmacisti – hanno invece bisogno di regole chiare e uniformi per poter operare.

Senza poi considerare che la dematerializzazione delle prescrizioni non è soltanto una questione informatica, come opportunamente evidenziato non solo dal Mnlf, ma anche dalla Fimmg, la federazione sindacale dei medici di medicina generale. La tracciabilità delle prescrizioni e la corretta alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico sono infatti tra gli obiettivi indicati dal legislatore, dunque il ripristino urgente della ricetta elettronica anche per farmaci come le benzodiazepine è un’assoluta necessità, per evitare che i medici siano costretti (come di fatto avviene) a ripetere ricette già regolarmente emesse e valide a norma di legge, con un aggravio di lavoro amministrativo che non aggiunge nulla alla sicurezza del cittadino e molto invece sottrae al tempo di cura.

Da ultimo, ma certamente non ultimo, c’è anche un altro serio problema, ovvero il vulnus informativo che la sospensione del percorso di dematerializzazione genera in termini di mancato arricchimento del Fascicolo sanitario elettronico del paziente, con il rischio che le ricette di questi farmaci non a carico Ssn sfuggano al medico che consulti il Fse, esponendo al rischio di possibili interferenze farmacologiche e di potenziamento di terapie assunte in emergenza.

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