Barra (WBA): “Con ddl Concorrenza <br>aumentano le opzioni per il farmacista”

Barra (WBA): “Con ddl Concorrenza
aumentano le opzioni per il farmacista”

Roma, 25 settembre – La strategia fatta di silenzio e understatement dei vertici (italiani) di Walgreens Boots Alliance, il colosso mondiale della distribuzione farmaceutica, sembra avere subito negli ultimi tempi una decisa sterzata, il tempo dirà se di natura momentanea: alla sortita effettuata in occasione del recente Forum Ambrosetti a Cernobbio, con annessi rilievi critici al Governo Renzi (cfr. articolo del Mattinale dell’8 settembre), la vicepresidente di WBA Ornella Barra fa infatti ora seguire un’intervista sul numero di Panorama appena arrivato in edicola.
Nella chiacchierata, in buona parte dedicata alle misure sulle farmacie contenute nel ddl Concorrenza all’esame dell’Aula di Montecitorio, la prima notazione riguarda l’azione del governo: “Sta già facendo molto” riconosce Barra “e mi auguro che altre riforme siano realizzate al più presto.” La più urgente, per la top manager, è quella fiscale: “La tassazione delle nostre attività in Italia ha raggiunto circa il 60%, mentre in gran Bretagna è al 22 e nei prossimi anni scenderà al 20. Direi che l’Italia su questo deve migliorare.”
Il piatto forte dell’intervista, però, sono le valutazioni delle misure sulla farmacia contenute nella legge annuale sulla concorrenza. “Credo che la liberalizzazione sia un bene, perché consente al farmacista di essere un libero professionista che può scegliere di avere una sola farmacia o di creare una sua catena come è accaduto in Gran Bretagna o di aggregarsi” afferma al  riguardo Barra, aggiungendo che “la libertà è un valore molto importante per ogni individuo.”
La vicepresidente di WBA si avvale del Regno Unito come paradigma: “In Gran Bretagna esistono 12mila farmacie, di cui seimila fanno parte di catene” afferma Barra. “C’è persino un farmacista che in questi anni ha aggregato 150 farmacie. Ecco, credo che tutti vorrebbero avere la libertà di affiliarsi o di restare indipendenti. E lo dico dal mio osservatorio privilegiato, un gruppo che ogni giorno serve 200 mila farmacie nel mondo.”
In pordine al timore che le catene possa ìno svilire il ruolo del farmacista, Barra è categorica: “Al contrario. Se saprà cambiare resterà il fulcro della sanità. Nelle nostre farmacie c’è un corner dedicato all’attenzione al paziente dove facciamo le vaccinazioni e diamo tantissimi altri servizi. Questa è la parola d’ordine: servizi.”
Per quanto riguarda il numero delle farmacie, Barra afferma che In Italia ce ne sono 16 mila ma non ne servono di più. “Dico no anche alle aperture dentro i supermercati” prosegue la manager. “I farmaci non devono servire a far vendere di più altri prodotti.”
Critico anche il giudizio sulla vendita dei farmaci on line: “Non mi convince per nulla” dice la Barra “e anche in America, dove la ricetta è on line, solo il 20% acquista i farmaci sul web. Gli altri continuano ad andare in farmacia, perché vogliono il contatto con un professionista della salute. Persino per acquistare i cosmetici, l’altro settore su cui stiamo puntando molto, si continua ad andare in negozio.”

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