Farmacieunite attacca Federfarma: “Su capitale troppo immobilismo”

Farmacieunite attacca Federfarma: “Su capitale troppo immobilismo”

Roma, 2 ottobre – È un attacco diretto ed esplicito quello che Farmacieunite, il sindacato indipendente dei titolari nato nel Nord Est due anni fa, ha sferrato ieri contro Federfarma. L’accusa, pesante, è quella di una politica sindacale inadeguata, che di fronte a cambiamenti epocali come l’ingresso in farmacia del capitale, si limita a “parlare per frasi fatte”, senza mai  prendere “posizioni in difesa di una farmacia inerme e di un sistema sanitario sempre più ferito.”
Immobilismo, inerzia e laissez faire: queste, in sintesi, le accuse rivolte a Federfarma nell’attacco frontale sferrato ieri con un duro comunicato stampa, originato da due articoli (o, più precisamente, un articolo e una videointervista) ospitati nei giorni scorsi da Sanità24.
Il primo, pubblicato il 28 settembre, sollevava appunto alcuni interrogativi sugli effetti che l’ingresso delle società di capitale in farmacia produrrà non solo sull’organizzazione  della distribuzione farmaceutica, ma anche sui destini della rappresentanza di categoria.
Nella seconda, la presidente del sindacato nazionale dei titolari Annarosa Racca, si renderebbe colpevole (questa, almeno, è l’accusa che le rivolge il presidente di Farmacieunite Franco Gariboldi Muschietti)  di  occuparsi solo ed esclusivamente della questione della fascia C, glissando sulla questione dell’ingresso del capitale, della quale si limita a prendere atto.
“Concentrarsi su un’unica problematica e nascondere la testa sotto la sabbia sul resto non è funzionale. È bene affrontare le criticità e, laddove è possibile, vincerle” afferma al riguardo Muschietti. “Parlarne rappresenta un atto dovuto agli iscritti a un sindacato nazionale e indica rispetto per chi si affida a un soggetto di tutela e rappresentanza. In una fase di transizione come quella che stiamo vivendo, è maggiormente funzionale mostrare la propria partecipazione e asserire un punto di vista, quale che sia, piuttosto che restare in attesa.”
A marcare il differente approccio di Farmacieunite, Muschietti ricorda come il suo sindacato abbia espresso in più di un’occasione la sua preoccupazione per l’ingresso del capitale, “partecipando alle discussioni nel merito e chiedendo di incontrare alcuni dei protagonisti interessati per chiarire le rispettive posizioni. Pur confermando la contrarietà al subentro di soggetti finanziariamente forti, abbiamo dichiarato che potrebbero nascere anche risvolti meno oscuri di quelli prospettati, motivando la nostra posizione”.
“Nel momento in cui diventasse definitiva tale legittimazione” ha continuato Muschietti  “si dovranno trovare soluzioni funzionali affinché i posti di lavoro aumentino, anziché diminuire e soprattutto, sarà necessario salvaguardare un sistema farmaceutico che, nonostante i continui terremoti a cui viene sottoposto, continua ad essere un’eccellenza nazionale”.
A Racca, però, viene anche rimproverata la mancata reazione al promo degli articoli, quello del 28 settembre, che pure contiene precisi  riferimenti diretti al ddl Concorrenza e alle sue implicazioni (anche) sul sindacalismo di categoria. Dalla presidente del sindacato, è l’accusa di Muschietti, non è arrivata alcuna replica :”Ha snocciolato una serie di informazioni sulla farmacia dei servizi, evitando di esporre una propria visione sul ddl Concorrenza, e limitandosi di fatto a enunciarne i punti”  sottolinea Muschietti, che non manca di stigmatizzare l’ennesimo endorsement alla ministra della Salute Lorenzin e al Governo.
Nella sua intervista, Racca ricorda infatti la promessa “che nella a prossima legge di stabilità non ci saranno tagli alla sanità e alla farmaceutica”, ignorando deliberatamente la dichiarazione del premier in merito ai tagli (annunciati, ribaditi e confermati anche dalle Regioni) di 2 miliardi alla Sanità. Ottimismo, fiducia o semplice disinteresse?” chiede polemicamente il presidente di Farmacieunite.
“Non dimentichiamo che proprio l’inerzia e il laissez-fare di Federfarma sono stati le cause che hanno determinato la scissione e la conseguente fuoriuscita dall’associazione di quelle che oggi sono le farmacie che hanno aderito a Farmacieunite” conclude il comunicato del sindacato di Muschietti. “Abbiamo cercato di creare un’alternativa, in questo modo, non solo pensante, ma anche “parlante”, a vantaggio di quella parte di categoria,che, oltre a farsi domande, cerca anche delle risposte. Per evitare che un tragitto ad ostacoli si trasformi in una corsa sul posto.”

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