Roma, 26 ottobre – Secondo alcune stime, da qui al 2050 il fenomeno crescente della resistenza agli antibiotici potrebbe causare 10 milioni di vittime nel mondo. Un’emergenza, che l’Organizzazione mondiale della sanità è decisa a contrastare con ogni mezzo, su tutti quello dell’informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Per questo, l’agenzia sanitaria dell’Onu ha lanciato la prima settimana mondiale di informazione e conoscenza sugli antibiotici, che si svolgerà dal 16 al 22 novembre prossimi.
Le cifre parlano chiaro. Solo negli Stati Uniti e in Europa ogni anno si registrano circa 50 mila morti a causa di un’infezione batterica multiresistente. Per contro, mentre i batteri diventano sempre più resistenti, sono sempre di meno i nuovi antibiotici allo studio, e ciò ovviamente non fa che amplificare il problema. L’Italia èal quinto posto in Europa e tra i Paesi a piu’ elevato tasso di microrganismi resistenti. Secondo i dati dellì Ecdc (l’European centre for disease control), assumiamo il 50% in più di antibiotici rispetto al Regno Unito, quasi il doppio rispetto alla Germania e due volte e mezzo rispetto all’Olanda.
Ma nonostante ciò, solo 34 Paesi su 133 hanno un piano nazionale per combattere la resistenza agli antibiotici, spesso venduti senza ricetta e ritenuti efficaci da molte persone contro i virus, secondo il rapporto dell’Oms sul fenomeno pubblicato qualche mese fa.
”Si tratta della più grande sfida contro le malattie infettive – commenta Keiji Fukuda dell’Oms – tutti i tipi di microbi, inclusi virus e parassiti, stanno diventando resistenti ai farmaci. A preoccupare èsoprattutto lo sviluppo di batteri che rispondono sempre meno agli antibiotici disponibili”.
Obiettivo della campagna lanciata dall’Oms, il cui slogan è Antibiotici: maneggiare con cura, è aumentare la consapevolezza globale su questo problema, incoraggiando le migliori pratiche tra cittadini, operatori sanitari, politici e agricoltura.
Il messaggio che si vuole trasmettere è che questi farmaci sono una risorsa preziosa da non sprecare. Vanno usati solo per trattare le infezioni batteriche, dietro prescrizione del medico, e presi fino alla fine della terapia indicata. Sempre in quest’ottica, lo scorso maggio la 68a Assemblea mondiale della salute ha promosso un piano di contrasto al fenomeno della resistenza degli antibiotici, in cui alcuni dei punti chiave sono proprio la comunicazione, l’educazione e la formazione.
Cinque gli obiettivi strategici elaborati per raggiungere quest’obiettivo: migliorare consapevolezza e comprensione del fenomeno, rinforzare sorveglianza e ricerca, ridurre l’incidenza delle infezioni, ottimizzare l’uso di agenti antimicrobici e aumentare gli investimenti su nuovi farmaci, strumenti diagnostici, vaccini e altri interventi.


