Roma, 26 luglio – I numeri restituiscono la gravità della situazione, soprattutto se si considera che si parla di una malattia che può essere agevolmente contrastata con la prevenzione: Il virus respiratorio sinciziale (Rsv) provoca in Italia circa 280mila infezioni respiratori acute, con più di 26mila ricoveri e 1800 decessi tra gli adulti. Vittime preferite, gli anziani e le persone con patologie croniche.
Il tema è ora al centro della campagna I silenzi dell’Rsv promossa da un’ampia coalizione di associazioni di pazienti con patologie respiratorie, cardiocircolatorie e croniche e realizzata insieme a Helaglobe per richiamare l’attenzione sull’impatto della malattia e promuovere un accesso più uniforme e omogeneo alla vaccinazione degli adulti fragili su tutto il territorio nazionale. La campagna è stata presentata alla Camera dei Deputati, grazie all’iniziativa del deputato FdI Fabio Rampelli, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali tra cui Anna Caraglia, della Direzione generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute ed Eleonora Zazza, presidente del Corecom Lazio.
“Il virus respiratorio sinciziale oggi non provoca soltanto migliaia di decessi, ma ha anche un impatto devastante sulle persone più fragili” ha ricordato Davide Cafiero, managing director di Helaglobe, società di consulenza farmaceutica attiva in particolare nello sviluppo di soluzioni per migliorare l’accesso alle cure. “Oggi una soluzione esiste, ma purtroppo non è ancora accessibile a tutti coloro che potrebbero beneficiarne. Per questo è fondamentale coinvolgere le istituzioni e le associazioni, affinché si facciano promotrici di una maggiore sensibilizzazione su un tema che merita molta più attenzione”.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato che il virus è ancora poco conosciuto e spesso viene confuso con altre infezioni respiratorie, con possibili ritardi diagnostici e un ricorso non appropriato agli antibiotici. Si va però finalmente facendo strada, anche nella pubblica opinione, la consapevolezza che il virus respiratorio sinciziale non è soltanto un problema pediatrico, con il conseguente ampliamento (ancora insufficiente, però) del campo di intervento e di contrasto che oltre al percorso nascita e prima infanzia, coinvolgono oggi le persone anziane e gli adulti con condizioni che aumentano il rischio di complicanze.
Lo stesso Ministero della Salute ha comunicato di aver già avviato valutazioni per definire una strategia capace di garantire un accesso tempestivo e capillare a neonati, donne in gravidanza e adulti già nella campagna 2025-2026, riconoscendo così di fatto tre popolazioni distinte, per le quali non possono essere applicati automaticamente gli stessi tempi, canali di accesso e modelli organizzativi di prevenzione vaccinale. È ormai tempo di passare dai programmi e dalla disponibilità di strumenti e interventi alla loro organizzazione e “messa a terra”, rispetto ai quali il Paese è ancora in ritardo.
La situazione italiana resta infatti caratterizzata da uno scarto tra la velocità con cui si affermano nuove opzioni e strumenti terapeutici di certificata validità per contrastare l’Rsv e i tempi molto dilatati per costruire e avviare un modello nazionale stabile di contrasto alle infezioni da Rsv. E questo in un quadro dove le Regioni possono assumere decisioni organizzative e individuare propri target, modalità di accesso e canali di somministrazione, con l’inevitabile conseguenza di un quadro nel quale l’offerta concreta può cambiare in base al territorio di residenza.
“L’infezione da virus respiratorio sinciziale è una delle principali cause di infezioni delle basse vie respiratorie e può provocare patologie
anche molto gravi. Ogni anno si registrano oltre 20.000 ospedalizzazioni e le stime indicano che questo numero potrebbe arrivare fino a 50.000 casi, con circa 3.000 decessi” ha aggiunto Massimo Andreoni, professore ordinario di Malattie infettive all’Università Tor Vergata di Roma (nella foto). “Come per altre infezioni respiratorie, anche per il virus respiratorio sinciziale è disponibile un vaccino che ha dimostrato un’elevata efficacia nella prevenzione delle forme più gravi della malattia”.
“È fondamentale garantire una protezione efficace soprattutto alle persone più fragili: gli anziani e chi convive con una o più patologie croniche” ha voluto sottolineare Simona Barbaglia, presidente dell’Associazione Respiriamo Insieme Aps, in rappresentanza della voce dei pazienti. “Proteggerli da batteri, virus e altri agenti patogeni significa ridurre il rischio che queste infezioni compromettano ulteriormente il loro stato di salute e la qualità della loro vita. Per chi vive con una patologia respiratoria cronica” ha quindi concluso Barbaglia “la prevenzione rappresenta un elemento essenziale per preservare il proprio equilibrio clinico e affrontare la quotidianità con maggiore sicurezza” .
Durante l’incontro, riferisce una lancio dell’agenzia askanews, è stato inoltre presentato il video-manifesto La Forza dell’Assenza, dedicato all’impatto dell’Rsv sulla vita delle persone più fragili e all’importanza della prevenzione.


