Conad, petizione per liberalizzare la fascia C. Federfarma: “Roba vecchia e già smentita”

Conad, petizione per liberalizzare la fascia C. Federfarma: “Roba vecchia e già smentita”

Roma, 29 ottobre – Conad, la cooperativa di dettaglianti attiva nella grande e media distribuzione, ha lanciato una raccolta di firme per la liberalizzazione dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta,un mercato che vale 2.937 milioni, l’11 per cento della spesa farmaceutica nazionale.
Conad ha rilanciato il sito www.liberalizziamoci.it,  che propone una serie di informazioni che si propongono di far conoscere più a fondo il tema, una sorta di  dossier che ripercorre la storia e i benefici della liberalizzazione del mercato dei farmaci, dal primo decreto Bersani ai giorni nostri, e, soprattutto, la petizione da firmare.  Oltre che sul sito, la raccolta delle firme avverrà anche nei punti di vendita di Conad. .
All’iniziativa Federfarma ha subito risposto attraverso un articolo della sua newsletter filodiretto, dove le argomentazioni addotte da Conad a sostegno della liberalizzazione della fascia C sono bollate “falsità e vecchi argomenti già confutati… Tutta roba già sentita e, soprattutto, già smentita.”
Il primo esempio sono i prezzi: “Conad spara percentuali di sconto come petardi, ma non avverte che questi dati fanno riferimento a una ristrettissima selezione di farmaci da banco, ossia a quelle pochissime referenze (circa 300) che tratta nelle sue parafarmacie. In realtà in questa classe di medicinali si contano in totale più di 2.200 prodotti, ma a Conad e ai suoi 97 corner Otc (un po’ pochi, nonostante l’insegna disponga di più di tremila punti vendita) interessano soltanto i prodotti al “top” delle vendite” scrive l’organo di stampa Federfarma. “Alle farmacie, che invece sono 18 mila, preme invece assicurare la disponibilità del maggior numero di referenze possibile, perché l’obiettivo non è quello di fare prezzi “civetta” su qualche prodotto, ma garantire un servizio della massima rilevanza sociale.”
Filodiretto spiega poi che i numeri che la liberalizzazione non ha portato agli italiani alcun risparmio, come dimostrrebbero incontrovertibilmente i dati dell’Osmed, l’Osservatorio dell’Aifa:  “Nel 2008, 18 mesi dopo la lenzuolata di Bersani, la spesa per Sop e Otc ha toccato i 2 miliardi di euro per un totale di 311 milioni di confezioni consumate; tre anni più tardi, nel 2011, la spesa è cresciuta a 2,1 miliardi e le confezioni consumate sono calate a 300 milioni. Alla fine, dunque – tira le somme l’articolo di Federfarma   – i dati di Conad dimostrano soltanto qual è l’uso che la grande distribuzione farebbe dei farmaci di fascia C con ricetta: delle 3.800 referenze che compongono la categoria, finirebbe nei corner del gruppo soltanto qualche centinaio di prodotti, il minimo sufficiente a “strillare” l’offerta e abbagliare la clientela, ma non a garantire tutti i bisogni terapeutici degli italiani.”

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