Tumori, in Italia accesso ridotto ai nuovi farmaci. FederAnziani: “Serve fondo specifico”

Tumori, in Italia accesso ridotto ai nuovi farmaci. FederAnziani: “Serve fondo specifico”

Roma 22 novembre – Dal 2009 al 2013, sono entrate nell’armamentario terapeutico, a livello mondiale, 37 nuove molecole innovative destinate alla terapia del cancro. anticancro. E nel solo 2014 ne sono arrivate ben altre dieci. Risultato: la disponibilità crescente di farmaci innovativi ha permesso di raggiungere risultati impensabili fino a pochi anni fa. Un esempio tra i molti possibili: grazie all’immuno-oncologia, che potenzia il sistema immunitario permettendogli di individuare e combattere le cellule malate, il 20% dei pazienti colpiti da melanoma in fase avanzata è vivo a un decennio dalla diagnosi e nel tumore del polmone (non squamoso) metastatico, finora sostanzialmente privo di opzioni terapeutiche, il 39% è vivo a 18 mesi.

Il problema è che delle 37 nuove molecole arrivate sul mercato nel quinquennio 2009-2013, solo 22 sono state rese disponibili all’accesso per i pazienti italiani. Negli Usa, i malati hanno potuto accedere a 31 farmaci su 37, in Germania e Regno Unito a 28. Il nostro Paese, insomma, è ancora una volta indietro. E, per recuperare terreno, deve subito istituire un Fondo nazionale per l’oncologia, che – in analogia a quanto già avvenuto per i farmaci innovativi destinati alla cura dell’epatite C – “copra” l’accesso alle nuove terapie oncologiche per tutti i pazienti che ne hanno necessità.

A lanciare la proposta (che è in qualche misura anche un appello) è stato il IV congresso nazionale della Corte di Giustizia popolare per il Diritto alla Salute, promosso e organizzato da FederAnziani e in corso a Rimini, con la partecipazione di rappresentanti del mondo della sanità, delle associazioni dei pazienti e delle Ssocietà scientifiche.

“Con i suoi 12 milioni di cittadini over 65, l’Italia è il Paese più vecchio d’Europa” ha spiegato Roberto Messina, presidente nazionale di FederAnziani , sottolinenado come proprio l’invecchiamento rappresenti un fattore determinante nello sviluppo del cancro.

Per questo, ha continuato Messina, “è essenziale creare subito un fondo specifico di risorse dedicate per far fronte alle richieste di tutti i cittadini colpiti dalla malattia e per garantire i migliori trattamenti disponibili senza differenze fra le varie Regioni”.

Per sostenere la proposta, al congresso di Rimini è stata già lanciata una petizione popolare, con una raccolta di firme fra i 7000 delegati presenti, che sarà poi trasmessa alle istituzioni. Il fondo, secondo FederAnziani, è la sola, concreta risposta possibile per far fronte a una situazione che ha visto i farmaci antineoplastici e immunomodulatori, per la prima volta, collocarsi nel 2014 al primo posto assoluto della “classifica” Aifa per l’impatto sulla spesa farmaceutica complessiva (con 3.899 milioni), in crescita del 9,6% rispetto al 2013.

A Rimini è stato ricordato che oggi il 60% dei pazienti guarisce (alla fine degli anni ’70 solo poco più del 30%, negli anni ’90 quasi il 47%), grazie a terapie sempre più efficaci che migliorano anche sensibilmente la loro qualità di vita. Inevitabilmente, è in costante crescita il numero delle persone che vivono con questa diagnosi e che presentano esigenze specifiche: nel 2015 sono circa 3 milioni (4,9% degli italiani) con un incremento, rispetto al 2010, del 17% (+20% fra gli uomini e +15% fra le donne). Il fondo, è stato sottolineato nel corso del congresso di FederAnziani, è necessario soprattutto per loro.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi