Stabilità, disco verde alla Camera, il testo passa in Senato per il voto finale

Stabilità, disco verde alla Camera, il testo passa in Senato per il voto finale

Roma, 21 dicembre – Al termine di una lunga maratona notturna, alle 5 di ieri mattina, la Camera ha approvato al con 162 voti favorevoli e 37 contrari la Legge di stabilità 2016. Al voto non hanno partecipato i deputati di Forza Italia, in polemica con il maxiemendamento governativo, pieno di errori e refusi peraltro ammessi dallo stesso viceministro dell’Economia Enrico Morando e poi parzialmente corretti nel corso della notte. Anche il Movimento 5 Stelle è uscito dall’aula, dopo che la loro richiesta di rinviare il provvedimento in Aula per un ulteriore approfondimento è stata respinta.
Oggi la legge con la manovra di bilancio per il prossimo anno passa alla Camera per l’ultimo passaggio che (salvo sorprese) dovrebbe essere velocissimo e riguardare soltanto le poche modifiche apportate al testo pervenuto dal Senato, come blocco della Tasi e congelamento del canone Rai nel 2015, credito d’imposta Irap per gli autonomi, bonus per i fondi pensione e per le casse di previdenza da utilizzare per gli investimenti, nuove regole sul patto di stabilità interno per gli enti territoriali e anticipo della gara di aggiudicazione del gioco del Lotto.

Per la sanità, rispetto al testo approvato il 20 novembre scorso dal Senato, la novità principale è quella delle nuove assunzioni straordinarie per far fronte all’emergenza creatasi dopo l’entrata in vigore lo scorso 25 novembre del nuovo orario di lavoro, imposto dalle regole europee, per il personale del Ssn che riguarderanno medici, infermieri e personale tecnico professionale (un’aggiunta, quest’ultima, scaturita dal voto Aula di ieri).

Altre novità rilevanti, l’eliminazione delle disparità di trattamento sanitario tra i pazienti residenti e quelli provenienti da Regioni diverse (avranno gli stessi diritti di accesso e di erogazione delle prestazioni sanitarie) e l’istituzione delle unità di risk management in tutti gli ospedali.

Passata anche la norma voluta fortemente dal ministero della Salute (cfr. RIFday del 16 dicembre) per sostenere le prestazioni di alta specialità erogate dai centri di eccellenza e garantire effettività al diritto alla libera scelta del luogo di cura da parte dei cittadini, attraverso l’eliminazione dell’obbligo di risparmio del 2% rispetto alla spesa del 2014, per l’acquisto da parte del Ssn di prestazioni ospedaliere da soggetti privati accreditati (introdotto dalla spending review di Monti del 2012). L’obbligo in questione viene meno sia per l’acquisto di prestazioni di alta specialità sia per l’acquisto di prestazioni erogate da parte degli Irccs a favore di cittadini residenti in Regioni diverse da quelle di appartenenza degli Irccs stessi. Andrà in ogni caso assicurata l’invarianza finanziaria, agendo e razionalizzando altre aree della spesa sanitaria.

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