Roma, 24 dicembre – “Un’indagine che si fa fatica a capire, e che si potrà realmente valutare soltanto quando Sifo ne diffonderà i contenuti.”
Questo il primo commento, ospitato sul suo notiziario on line filodiretto, che Federfarma ha riservato alla ricerca Sifo sui costi della distribuzione diretta e della distribuzione per conto in farmacia, con la quale la Società dei farmacisti ospedalieri ha messo a confronto i due canali distributivi in due diverse Asl (a Ferrara e a Roma H) per misurarne sia l’impatto economico sui conti pubblici, sia i costi sociali e le ricadute sugli assistiti.
Federfarma non nasconde ovviamente la sua sorpresa e le sue perplessità davanti agli esiti della rilevazione, che “sembrerebbero confutare tutte le indagini condotte finora dal sindacato titolari sullo stesso tema“. A non convincere il sindacato dei titolari è in particolare il fatto che, pur mettendo in conto gli oneri sociali della distribuzione (quelli, cioè, che il cittadino deve sostenere per accedere al farmaco), la distribuzione diretta risulterebbe in ogni caso più conveniente.
“Difficile fare valutazioni ragionate finché Sifo non renderà disponibile l’indagine (che tra l’altro utilizza dati del 2013, probabilmente bisognosi di aggiornamento)” scrive filodiretto al riguardo “ma serve comunque un grande sforzo per accettare l’idea che ai cittadini di Ferrara la diretta costa in spostamenti e tempo perso soltanto 19 centesimi mentre la farmacia più di 50. O che a quelli di Roma, ritirare all’Asl i farmaci di cui hanno bisogno costa circa un euro e recarsi invece in farmacia più di tre.”
Per sottolineare la “stranezza” del dato, filodiretto cita un dato emerso dall’indagine multiscopo condotta dall’Istat nel 2015, in cui si calcolava che l’81% della popolazione italiana può raggiungere una farmacia in 6 minuti e 20 secondi, a piedi o con un mezzo pubblico. “A meno che non siano fornite di teletrasporto” ironizza il notiziario di Federfarma “è impossibile che le farmacie ospedaliere di Ferrara e Roma possano fare meglio, dato che manca loro la capillarità dei presidi dalla croce verde.”
Il sindacato presieduto da Annarosa Racca, tuttavia, evita toni eccessivamente polemici, in attesa che venga resa nota “la versione integrale della ricerca per verificare dubbi e perplessità.” E riserva un commento positivo alle conclusioni della presidente Sifo Laura Fabrizio sulla necessità di cercare “modelli assistenziali più appropriati, che vedano le farmacie convenzionate o i servizi farmaceutici delle aziende sanitarie in un’ottica di sistema”. Un’affermazione perfettamente in linea con “la filosofia che aveva dato i natali al tavolo congiunto Federfarma-Sifo per la revisione del Pht, dal quale poi era uscita una proposta operativa recapitata dalle due organizzazioni all’Aifa” osserva filodiretto, che poi conclude affermando che “servirebbe restare in quello spirito collaborativo (senz’altro utile per migliorare l’accesso al farmaco da parte dei pazienti), piuttosto che iniziare ad azzuffarsi su chi è più bravo.”


