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lunedì 9 Febbraio 2026
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Garavaglia: “Sanità, o il governo investe o sistema insostenibile già nel 2017”

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Roma, 21 gennaio – “Si è di nuovo utilizzato il Fondo sanitario nazionale per tappare buchi di finanza pubblica, ma questo è l’ultimo anno in cui si possa fare. L’anno venturo infatti ci saranno molti più problemi perché ci saranno ben 30 miliardi di clausola di salvaguardia da reperire, invece dei 16 di quest’anno risolti con il condono e con l’utilizzo del maggior deficit.”

Così Il coordinatore degli assessori alle Finanze della Conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia (nella foto), in un’intervista pubblicata ieri dal settimanale Il Sole 24 Ore Sanità, è tornato a esprimere, insieme a un inequivocabile giudizio negativo sulla legge di stabilità 2016, le sue preoccupazioni per i conti della sanità pubblica, che gravano come è noto sui bilanci regionali, assorbendone in buona sostanza la parte preponderante.

Secondo Garavaglia, sarà già complicato far tornare in conti nel 2016 (nonostante le dichiarazioni rese recentemente dal presidente della Conferenza delle Regioni, il renziano Stefano Bonaccini, fiducioso che le Regioni per quest’anno “possono farcela”). “I maggiori costi superano ampiamente i 2 miliardi e mezzo e le Regioni già in difficoltà andranno peggiorando” afferma al riguardo Garavaglia, sottolineando come anche Bonaccini, in realtà, metta le mani avanti, “perché chiede al governo di rivedere gli assetti. Ma il presupposto sarebbe un esecutivo interessato a investire nella sanità dei cittadini.

Presupposto che, lascia intendere l’assessore lombardo (che è anche coordinatore del Comitato di settore Sanità delle Regioni), continua invece a mancare. “Senza risorse è difficile pensare di migliorare il sistema” afferma Garavaglia. “I tagli cumulati in sanità sono pari a ben 14,7 miliardi e solo nel biennio 2015-15 siamo a 4,3 miliardi di tagli. Nel 2018 si arriverà al 6,38% di incidenza della spesa sanitaria sul Pil. Sono dati che non si registrano in nessun Paese con economia analoga alla nostra. Questo quadro aiuta la finanza pubblica, ma mette in difficoltà la possibilità di cura dei cittadini.”

Garavaglia fa un cenno anche ai farmaci, in particolare ai nodi della copertura dei farmaci innovativi e di una nuova governance della spesa farmaceutica, dossier affidati a tavoli extramanovra. Anche su questi temi, spiega l’assessore della Lombardia, “si tratta di riprendere il bandolo della matassa. I farmaci salvavita valgono 300-350 milioni di costi e anche per questo siamo ben oltre i 2,5 miliardi di costi aggiuntivi. L’importante è avere sempre ben presente chi paga: i cittadini, con le tasse versate alla propria Regione.”

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