In ripresa nel 2015 il mercato Otc e Sop: consumi stabili ma fatturati in crescita

In ripresa nel 2015 il mercato Otc e Sop: consumi stabili ma fatturati in crescita

Roma, 11 febbraio – Primi segnali di ripresa per il mercato dei farmaci di automedicazione, che nel 2015, a fronte di consumi sostanzialmente stabili (con oltre 304 milioni di confezioni vendute) registra un fatturato in crescita del 3,2% rispetto al 2014, per un giro d’affari superiore a 2,5 miliardi di euro.

È quanto emerge da uno studio di Federchimica Assosalute (elaborato su dati Ims Health) presentato ieri, che – dopo anni in territorio negativo, con i consumi in discesa e i fatturati a galleggiare in un range di crescita molto modesto – registra una parziale inversione di tendenza, essenzialmente dovuta una maggiore diffusione delle sindromi influenzali e da raffreddamento che si sono registrate durante la passata stagione invernale.

Il 2015, in ogni caso, chiude con consumi inferiori rispetto alle previsioni elaborate nello scorso autunno: le temperature insolitamente miti dell’ultimo bimestre dell’anno hanno ovviamente avuto ripercussioni sull’insorgenza dei cosiddetti “malanni di stagione”, che hanno avuto un’incidenza decisamente minore rispetto a un anno fa, comportando per conseguenza minori consumi dei farmaci comunemente usati per le malattie da raffreddamento.

“Il 2015 vede finalmente l’arrestarsi della significativa erosione dei consumi a cui si è assistito negli ultimi anni, anche se questa ripresa è dovuta a fattori di carattere stagionale” commenta in una nota la presidente di Federchimica-Assosalute, Agnès Regnault (nella foto), secondo la quale gli esiti dello studio sono “un segnale di fiducia che se, da un lato, premia gli sforzi delle aziende del settore in termini di rinnovamento della gamma d’offerta e d’innovazione delle formulazioni e dei dosaggi, dall’altro non può distogliere l’attenzione dal bisogno di un maggior riconoscimento del valore industriale, economico e sociale del comparto”.

Per quanto riguardo gli aspetti di dettaglio dello studio, va segnalato che le vendite delle due categorie in cui è suddivisa la classe dei farmaci senza obbligo di ricetta, ovvero le specialità di automedicazione o Otc (quelle per le quali è consentita la comunicazione pubblicitaria) e i farmaci Sop (per i quali, invece, la comunicazione è vietata), hanno registrato un andamento sostanzialmente contrapposto.

Se il numero di confezioni di Otc (oltre 229 milioni) ha infatti registrato una lieve crescita (+0,2%) per un giro d’affari di quasi 1.858 milioni di euro (+3,8%), i Sop hanno mostrato una contrazione dei volumi, seppur di misura, del -0,9% (quasi 75 milioni di confezioni), mentre i fatturati hanno visto un incremento inferiore rispetto al mercato complessivo (+1,6% per oltre 646 milioni di euro).

La farmacia resta il canale principale per l’acquisto dei medicinali senza obbligo di ricetta. A 10 anni dalle “lenzuolate” di Bersani”, con la nascita delle parafarmacie e l’apertura alla vendita di farmaci da banco anche in questi esercizi e nei corner della Gdo presidiati da un farmacista, infatti, i canali “alternativi” non riescono a scalfire la primazia quasi assoluta del canale tradizionale, ritagliandosi una quota di mercato che non arriva al 10%.

I farmaci contro le affezioni dell’apparato respiratorio, gli analgesici e i gastrointestinali si confermano le categorie terapeutiche campioni di vendita: insieme rappresentano infatti il 74% dei consumi e più del 67% della spesa.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi