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martedì 17 Febbraio 2026
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Farmaci anti-epatite C, il testo del parere Agcm che ha “costretto” Aifa a cambiare

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Roma, 9 marzo – A seguito della “correzione” apportate dall’Aifa alla determina n. 1427/2015, concernente le modalità di rimborso alle Regioni per le specialità anti-epatite C Sovaldi/Harvoni, l’Antitrust ha deciso di non impugnare la stessa determina davanti al Tar, pur avendone rilevato – in un precedente parere trasmesso il 24 dicembre 2015 ai vertici dell’Agenzia regolatoria nazionale – i potenziali “effetti restrittivi della concorrenza nella fornitura al Ssn di prodotti farmaceutici per il trattamento dell’epatite C.”

A dare conto dell’esito della vicenda è la stessa Agcm, nel suo ultimo Bollettino settimanale (il n. 6 di lunedì 7 marzo), dove – alle pagine 88, 89 e 90 – sono pubblicate sia la lettera di dicembre 2015 con la quale veniva segnalato che la determina n. 1427 sui rimborsi per Harvoni e Sovaldi costituiva “una violazione del principio di libera concorrenza”, chiedendo all’Aifa opportune spiegazioni e/o interventi al riguardo, sia la nota che comunica la decisione assunta dall’Antitrust nella sua riunione del 2 marzo scorso, con la quale – preso atto della riformulazione del provvedimento operata da Aifa – l’autorità ha appunto deliberato di non ricorrere davanti al giudice amministrativo competente.

Resta ora da vedere se la pubblicazione dei due documenti servirà a sopire le polemiche sollevate sulla questione, in particolare, dai deputati 5 stelle della Commissione Affari sociali. Furono loro, con una segnalazione indirizzata all’Anac e all’Antitrust, ad avanzare il sospetto che la determina Aifa n.1427/2015 fosse formulata in modo tale da generare possibili limitazioni della concorrenza.

Una segnalazione – come si è visto – della quale l’Agcm ha rilevato la fondatezza, intervenendo a sua volta sull’Aifa e inducendo l’Agenzia a varare la nuova determina del 12 febbraio 2016, con la quale – come sottolineò una nota ufficiale della stessa agenzia regolatoria nazionale – è stato riformulato il testo della precedente determina Sovaldi/Harvoni, per chiarire in modo inequivocabile che i rimborsi oggetto di quel provvedimento hanno effetto meramente compensatorio e per escludere l’esistenza di condizionamenti anticoncorrenziali suscettibili di vincolare gli acquisti futuri dei nuovi farmaci per il trattamento dell’epatite C da parte delle Regioni.

L’Aifa, nell’occasione, probabilmente infastidita dai commenti dei deputati M5S che, riferendosi all’esito della vicenda, esprimevano soddisfazione e si intestavano pubblicamente il merito di aver costretto l’agenzia a fare “marcia indietro”, aveva perentoriamente affermato di non aver fatto nessuna retromarcia, ma semplicemente di aver provveduto a riformulare il testo della determina Savoldi-Harvoni. “L’impianto generale, che prevedeva il meccanismo delle note di credito, è stato confermato e gli effetti prodotti dalla precedente determina restano validi” scriveva l’Aifa. ”Le ricostruzioni e le interpretazioni fantasiose circolate in queste ore sono pertanto destituite di ogni fondamento.”

Nota alla quale, però, i deputati pentastellati avevano a loro volta replicato, molto sorpresi dal comunicato Aifa, a loro giudizio un tentativo non troppo riuscito di derubricare la correzione della determina Harvoni-Sovaldi come una semplice operazione di make up.

Sarebbe stato più opportuno da parte dell’Aifa rendere pubblico il parere dell’Agcm” avevano osservato i deputati di M5S, senza perdere l’occasione per una nuova, velenosa dichiarazione: “Evidentemente la casa di vetro auspicata dal neo presidente, Mario Melazzini non è ancora stata ultimata dalle parti di via del Tritone.”

A rendere pubblico il parere Agcm, però, alla fine ha provveduto la stessa Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella (nella foto). E ciascuno potrà farsi un’idea dell’intera questione più compiuta e aderente alla verità dei fatti.

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