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mercoledì 11 Febbraio 2026
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Credifarma: “Estromissione immobili aziendali, due mesi per usufruire dei vantaggi”

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Roma, 1 aprile – Cercare di sfruttare al massimo tutte le possibilità offerte anche alla farmacia dalle novità introdotte  dalla Legge di stabilità 2016. Questo il senso della nota diramata ieri da Credifarma, la società di servizi finanziari partecipata da Federfarma.

Tra gli spunti più interessanti a supporto dell’attività d’impresa, Credifarma segnala in particolare la possibilità di estromissione dell’immobile aziendale, che permette appunto all’imprenditore individuale la possibilità di escludere in tutto o in parte gli immobili strumentali dal patrimonio dell’impresa, pagando una imposta sostitutiva ai fini dell’Irpef e dell’Irap.

La norma prevede che l’imprenditore individuale che possiede, alla data del 31 ottobre 2015, immobili strumentali per natura o strumentali per destinazione (art. 43 comma 2 del Testo unico delle imposte sui redditi), possa optare per l’estromissione dei beni stessi dal patrimonio dell’impresa entro il 31 maggio 2016, con effetto dal 1 gennaio 2016.

Da un punto di vista operativo, l’operazione di estromissione si perfeziona attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e dell’Irap oggettivamente “conveniente” (8%), il cui versamento è previsto in due rate: il 60% dell’importo dovuto entro il 30 novembre 2016, il restante 40% entro il entro il 30 giugno 2017. L’aspetto che rende interessante e appetibile l’operazione è la possibilità di applicare l’imposta sostitutiva, in luogo del valore normale, sul valore catastale degli immobili.

“Scegliendo l’estromissione dei beni dal patrimonio dell’impresa entro il 31 maggio prossimo e fatto salvo il requisito che gli stessi appartengano all’imprenditore alla data del 31 ottobre 2015″ spiega l’Ad di Credifarma Marco Alessandrini  ”il bene passa dalla proprietà dell’impresa a quella del farmacista con un’aliquota decisamente più bassa rispetto a quella ordinaria, nella misura dell’8% – Irpef e Irap – sulla differenza tra il valore nominale dell’immobile e il costo fiscalmente riconosciuto.”

“Si tratta di una operazione che trova margini di convenienza” prosegue Alessandrini “quando ilfarmacista vuole vendere la sua azienda e vuole individuare nella locazione dell’immobile un’ulteriorefonte di reddito che potrebbe, a titolo di esempio, andare a integrare un contributo pensionistico non particolarmente gratificante.”

Da qui la decisione di Credifarma di segnalare ai farmacisti la possibilità di avvalersi dell’opzione estromissione, con il consiglio di approfondirne gli ulteriori  aspetti e vantaggi (ad esempio alla divisione del patrimonio del farmacista) con i propri consulenti.

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