Governo, nel Decreto Sostegni il via alle vaccinazioni Covid dei farmacisti in farmacia

Governo, nel Decreto Sostegni il via alle vaccinazioni Covid dei farmacisti in farmacia

Roma, 19 marzo – La parola d’ordine, ora , è correre per recuperare il tempo perduto a causa della sospensione di 95 ore del vaccino AstraZeneca, vicenda che – questa l’opinione generalizzata – le cancellerie dei Paesi europei hanno gestito piuttosto male, sottovalutando in particolare il clamore mediatico (e le sue conseguenze sull’opinione pubblica)  dello stop al siero dell’azienda anglo-svedese. I già complicati e problematici meccanismi delle gigantesche macchine della campagna vaccinale potrebbero infatti essere pericolosamente rallentati in tutti i Paesi, e dunque anche nel nostro, da quello che è il più insidioso effetto collaterale del caso AstraZeneca, ovvero il sentimento di disorientamento e sfiducia diffusosi nel paese su AstraZeneca e sui vaccini in generale.

Per contrastare questo rischio, a Palazzo Chigi – ne riferisce l’Huffington Post – sarebbe già stata avviata l’organizzazione di una massiccia campagna di sensibilizzazione alla vaccinazione. Pubblicità istituzionali, spot televisivi e testimonial (anche se al momento non vengono diffuse anticipazioni né nomi) per restituire all’opinione pubblica fiducia e serenità nei confronti della vaccinazione, che è e resta la via maestra per contrastare la pandemia. Per recuperare il terreno e il tempo perduti, però, il governo Draghi punta anche sui numeri, “iniettando” altri 5 miliardi sul piano vaccini, per raggiungere al più presto l’obiettivo più volte dichiarato delle 500mila dosi al giorno.

Cruciale, in questo senso, è l’allargamento della platea dei vaccinatori. E in questo senso sembra ormai imminente l’arruolamento di farmacie e farmacisti, già annunciato dal ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della sua audizione davanti alle Commissioni Sanità riunite di Camera e Senato. Il via libera definitivo dovrebbe arrivare già oggi, in una norma inserita all’interno del Decreto Sostegni (ex Ristori) che il Governo ha all’ordine del giorno della sua seduta odierna.

Secondo alcune anticipazioni, la norma introdurrà anche la possibilità per i farmacisti di essere abilitati, previa frequentazione di un corso, alla somministrazione dei vaccini (al momento non prevista: la Legge di bilancio 2021 apre alle vaccinazioni in farmacia, ma in presenza del medico). La categoria dei farmacisti ha da tempo dato la sua disponibilità a un coinvolgimento più attivo della professione, sulla falsariga di quanto avviene da tempo in altri Paesi, come il Regno Unito e – da questa settimana – in Francia. Ma i farmacisti vaccinatori (almeno per la somministrazione del vaccino antinfluenzale) sono da tempo una realtà in Danimarca, Irlanda,  Grecia, Norvegia, Svizzera e Portogallo, oltre che nei già ricordati Regno Unito e Francia. E in in Irlanda, Estonia e Regno Unito, oltre a quello antinfluenzale, possono essere somministrati ulteriori vaccini, come quelli per contrastare pneumococco e herpes zoster.

Va poi ricordato che l’Istituto superiore di sanità ha incluso i farmacisti tra i destinatari del suo corso per formare gli operatori sanitari alla somministrazione dei vaccini anti-Covid, possibilità che la categoria non mancherà di cogliere, almeno a giudicare dalla positiva risposta al percorso formativo a distanza sul tema vaccinazioni proposto dall’Utifar,  con la collaborazione del Dipartimento di Scienza e Tecnologia del farmaco dell’Università degli Studi di Torino, già completato da più di 5000 farmacisti e che altri 2800 stanno portando a compimento. Facile prevedere che – se il Decreto Sostegni oggi ufficializzerà che anche i farmacisti debitamente formati possono somministrare i vaccini – si tratta di numeri che aumenteranno velocemente, con la frequentazione dei corsi che la norma indicherà come abilitanti.

“Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private” aveva detto il capo del Governo Mario Draghi (nella foto) illustrando in Senato il suo programma di Governo:  un intendimento che il caso AstraZeneca e la necessità di recuperare il ritardo che ne è derivato hanno ulteriormente rafforzato, facendo dell’allargamento della platea di chi somministra le fiale e dei luoghi dei luoghi di somministrazione una assoluta priorità. Il coinvolgimento dei medici di base, degli odontoiatri e ora dei farmacisti  vanno proprio in quella direzione. Inoltre, il commissario per l’emergenza, generale Francesco Figliuolo, sta lavorando a un piano per allungare gli orari dei centri di vaccinazione e per potenziare le fiale inoculate anche nei fine settimana.

Dei 32 miliardi previsti nel Decreto Sostegni che il Consiglio dei Ministri varerà oggi, ben cinque saranno destinati esclusivamente alla campagna vaccinale e al rafforzamento delle cure: 2 miliardi e 800 milioni per l’acquisto di vaccini e medicinali, 400 milioni per la struttura di Figliuolo, 350 milioni per la campagna vaccinale, comprese le indennità per i farmacisti coinvolti, e interventi per ospedali, medici e infermieri. Altri 200 milioni verranno poi destinati per l’incentivazione della produzione dei vaccini in Italia. Oltre, ovviamente, alle risorse che andranno alla già ricordata campagna di sensibilizzazione che dovrà sostenere l’imperativo dei prossimi giorni e settimane: vaccinare, vaccinare, vaccinare. Un imperativo al quale, dopo l’approvazione del Decreto Sostegni, dovranno obbedire anche i farmacisti.

 

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