AdE: “Remunerazione aggiuntiva farmacie non soggetta a iva, è un ristoro”

AdE: “Remunerazione aggiuntiva farmacie non soggetta a iva, è un ristoro”

Roma, 27 aprile – La remunerazione aggiuntiva riconosciuta alle farmacie per il rimborso dei farmaci erogati in regime di Ssn dal decreto n.  41/2021 (poi convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69) non è soggetta a iva.

A dirlo, con la risposta n. 219/2022  del 27 aprile 2022 a una specifica istanza di interpello, è la stessa l’Agenzia delle Entrate. Che – convenendo con quanto sostenuto dalle sigle delle farmacie – riconosce che lo stesso decreto n. 41/2021, nella sua parte introduttiva, a giustificazione del riconoscimento della remunerazione aggiuntiva fa esplicito riferimento al sostegno alle imprese, connesso all’emergenza Covid 19. Il che basta e avanza, scrive l’AdE. per ritenere chela remunerazione aggiuntiva per il rimborso dei farmaci erogati in regime di Servizio sanitario nazionale (Ssn), non concorra alla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive“.
Particolarmente soddisfatto per la pronuncia dell’AdE il presidente di Federfarma Forlì-Cesena, Alberto Lattuneddu (nella foto), che a inizio anno aveva appunto interpellato l’agenzia fiscale sulla questione, sostenendo appunto che la remunerazione aggiuntiva rientrasse  nel novero dei “ristori” emanati dal Governo nei provvedimenti di contrasto alla pandemia. Per il dirigente sindacale, il chiarimento dell’AdE autorizza le farmacie, in occasione della prossima liquidazione iva di maggio, a  “provvedere al recupero di quanto versato in più nei primi mesi dell’anno”, come dichiara alla newsletter F-Press.

La ricadute positiva della risposta dell’Agenzia delle Entrate, secondo Federfarma nazionale, può essere  “ragionevolmente” intesa in modo ancora più estensivo e portare a ritenere che la stessa remunerazione sia esclusa dal computo del fatturato Ssn.  Interpretazione che – laddove confermata – non sarebbe ovviamente neutro, in particolare ai fini degli sconti e delle agevolazioni alle farmacie sulla base appunto del loro fatturato.

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