Mnlf: “Carenza farmacisti? Scelte sbagliate, ecco perché la farmacia non attrae più”

Mnlf: “Carenza farmacisti? Scelte sbagliate, ecco perché la farmacia non attrae più”

Roma, 12 settembre – AAA Cercasi farmacista disperatamente. Basta una ricognizione sommaria sulle piattaforme social per rendersi conto di come la carenza di questa figura professionale sia diventata un serio problema per le farmacie di comunità, dove non mancano titolari che – pur di assumere i colleghi di cui hanno bisogno – provano ad allettarli con condizioni contrattuali decisamente migliori rispetto a quelle previste dal Ccnl di categoria rinnovato appena un anno fa dopo otto anni di vacanza. A dimostrazione che quel contratto – come subito lamentato dalla generalità dei collaboratori – era (è) del tutto inadeguato – qui e ora –  ad assicurare ai farmacisti dipendenti un trattamento più equo e aderente alla natura, alla qualità e alla complessità del loro lavoro professionale.

Proprio l’inadeguato trattamento economico è una delle ragioni, secondo il Movimento nazionale dei liberi farmacisti, della sempre più scarsa attrattività della professione farmaceutica, resa di palmare evidenza dal numero crescente di laureati in farmacia che scelgono altri percorsi professionali rispetto al bancone della farmacia e alla crisi nelle immatricolazioni alla facoltà di Farmacia, Fenomeni gravi, da tempo sotto gli occhi di tutti, e frutto di “scelte politiche errate, ma non solo”.
La prima sulla quale il Mnlf punta il dito è l’introduzione nella facoltà di Farmacia del numero chiuso “a livello nazionale e non solo sulla base delle esigenze di ogni singola facoltà”, a lungo vagheggiata e perseguita dalle più importanti sigle di rappresentanza della professione e della farmacia, in assoluta controtendenza con la strategia europea che metteva l’istruzione e la formazione fossero al centro della sua strategia per il 2020, considerandoli “fattori chiave per la crescita e l’occupazione (e dunque per la competitività di un Paese)”.

“Scelte sbagliate che in molti fanno fatica a ricordare, ma che non sono il solo motivo della perdita di appeal di una professione che sulla carta sarebbe bellissima se le condizioni fossero diverse” scrive il Mnlf,  passando subito a stigmatizzare il punctum dolens del contratto di lavoro dei dipendenti della farmacia privata.  “Dopo otto anni che era scaduto, il nuovo Ccnl firmato nel 2021 prevede un aumento di soli 80 euro quando già lo stipendio del farmacista italiano è tra i più bassi in Europa. Se a questo si aggiunge una vita sociale ridotta al ‘lumicino’ per mancanza fisica di tempo e a permessi e ferie elargite non come un diritto ma come un ‘favore’, si ha un quadro preciso della situazione”.
I liberi farmacisti evidenziano come, a fronte dello straordinario surplus di impegno e di lavoro arrivato in farmacia con le vaccinazioni e i tamponi, ai collaboratori arriveranno “in cambio solo briciole. Elettrocardiogrammi, holter pressori e cardiaci, prenotazioni Cup, tutti servizi che richiedono competenze e che hanno aumentato il carico di lavoro nelle farmacie con personale sempre ridotto”.

Per il Mnlf, però,  “il problema principale che determina la disaffezione alla professione non è l’aumento del carico di lavoro, a cui del resto i dipendenti sono abituati, ma il clima che si vive in fVisualizza immagine di originearmacia”. Un clima che, secondo la sigla presieduta da Vincenzo Devito (nella foto), è determinato dal perdurare tra i titolari di atteggiamenti arcaici che generano continue situazioni conflittuali che si traducono (anche) in mancanza di rispetto. “I turni di lavoro sono massacranti e le gratificazioni completamente assenti. Inoltre, la maternità dalle colleghe è vissuta come una ‘colpa’ per le reazioni che spesso generano nei titolari di farmacia. Certo non è giusto generalizzare, ma il fenomeno è diffuso. Per non parlare degli escamotage contrattuali utilizzati, stage su tutti”.
Per il Mnlf è inevitabile che “queste situazioni prima o poi diventano di dominio pubblico e i candidati all’università ci pensano due volte a iscriversi a una facoltà che non dà niente né in termini economici né di carriera. Poche le alternative e sempre sotto attacco, a tale proposito si veda la battaglia pluriennale di Federfarma per cancellare l’esperienza delle parafarmacie”.
Per la sigla dei liberi farmacisti, il potenziamento delle azioni d’orientamento degli studenti delle scuole superiori non sarà davvero sufficiente a cambiare la situazione e restituire al lavoro in farmacia il suo antico appeal: “Ci vuole un cambiamento più profondo, più moderno e meno paternalistico, a partire dalla considerazione che i titolari di farmacia hanno nei confronti dei propri dipendenti laureati”. Che sono semplicemente dei colleghi, “non i nuovi ‘schiavi’ degli anni 2000”, conclude il Mnlf.

 

 

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