Italiani popolo di insonni, soffrono di disturbi del sonno 12,5 milioni di persone

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Roma, 19 novembre – Saremo forse anche, come ebbe modo di declamare qualcuno in un discorso bellicista pronunciato nell’ottobre  del 1935 per l’inizio della guerra contro l’Etiopia, “un popolo di eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori, di colonizzatori, di trasmigratori”. Quel che è certo è che siamo anche un popolo di insonni: le ultime statistiche diffuse dall’Associazione italiana di Medicina del sonno (Aims) rivelano infatti che un adulto su quattro e un minore su cinque soffre di disturbi del sonno, per un totale di 12 milioni di individui.

Le donne sono le più colpite: rappresentano infatti il 60% delle persone che soffrono di questi disturbi in forma transitoria o cronica. Secondo i dati Aims, il 30% degli italiani dorme meno di 6 ore per notte e, al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, si riposa meno nelle Regioni del Sud rispetto a quelle del Nord: mediamente in Puglia e Sicilia sono 6.6 le ore di sonno notturno, in Calabria 6.7, in Basilicata 6.8. Man mano che si risale lo stivale le ore aumentano: ad esempio nelle Marche la media è di 7 ore, seguita dall’Umbria e Toscana (7.1 e 7.2 rispettivamente).

È la Val d’Aosta a detenere il primato dei riposi più lunghi con 7.5 ore medie, seguita dal Trentino con 7.4 e, un po’ a sorpresa, l’attivissima Lombardia con 7.3. In ogni caso, l’età incide sulla durata del sonno: un rapporto dell’Osservatorio nazionale sulla Salute nelle Regioni italiane segnala che i giovani nella fascia 18-24 anni dormonoun’ora in meno degli over 65: 6 ore e 40 minuti contro 7 ore e 40. L’insonnia comunque è un fenomeno che si acuisce durante i cambi di stagione.

In particolare in autunno si associa facilmente a sintomi come stanchezza e ansia. L’organismo che si trova a fare i conti con i primi freddi, con la ripresa del lavoro e della scuola, con la diminuzione delle ore di luce: questi sono tutti fattori che si possono riflettere in diversi modi sul fisico ed avere conseguenze sul benessere delle persone. Camilla Pizzoni (nella foto), direttore ricerche di Pool Pharma, chiarisce: “L’insonnia si acuisce durante il cambio di stagione anche perché cambiano le abitudini e gli equilibri del ritmo circadiano che si è adattato ad abitudini ed orari estivi. Oltre alle altre concause la ripresa degli impegni quotidiani fa sì che l’organismo si debba riadattare al cambio dei ritmi di giornata”.

Per combattere gli effetti negativi dell’autunno sul regime del sonno, è sicuramente di grande aiuto andare a dormire e alzarsi sempre alla stessa ora. Evitare attività che possano stimolare il cervello, come guardare la tv o usare pc e smartphone nell’ultima ora prima di coricarsi, una consuetudine diffusa tra i più giovani. L’attività fisica, estremamente utile ad alleggerire la mente dai problemi della giornata e a ossigenare i tessuti, a ridosso dell’ora del riposo non è la panacea . Infatti se è utile ad alcuni perché il fisico con l’esercizio viene ‘gratificato’ grazie al rilascio di endorfine per altri, a causa dell’adrenalina che stimola il sistema nervoso ad una maggiore reattività e accelera la frequenza cardiaca, rende più difficile prendere sonno.

Anche l’alimentazione è un aspetto da curare, spiega Pizzoni: “Un errore comune è mangiare troppo tardi la sera, abitudine che si prende nei mesi estivi. Andando a letto ancora appesantiti, con la digestione non completamente terminata, la notte può essere più difficile. I nutrizionisti stanno consigliando di cenare entro le 19 e rendere il pasto serale il più leggero della giornata”.

Oltre alle buone abitudini, ci sono anche principi naturali che agevolano un sonno confortevole e riposante. Dalla classica camomilla alla meno comune lavanda, sono diverse le fonti erboristiche che possono agire a favore del sonno regolare. Rivolgendosi al proprio farmacista si può essere indirizzati verso le migliori possibilità di integrazione per il proprio profilo, perché le cause dell’insonnia sono molteplici.

Se l’insonnia si dovesse prolungare per un periodo eccessivo, però,  è bene rivolgersi al proprio medico. Il sonno è un bisogno primario e irrinunciabile, al pari del respirare o dell’alimentarsi.  “Chi si rivolge al farmacista e agli integratori deve avere darsi un limite di tempo, se entro qualche settimana non ottiene risultati è importante rivolgersi al medico di rifermento per indagare quali siano le cause dell’insonnia” conferma Pizzoni. “L’errore più comune è usare il consulto alla ricerca necessariamente del supporto di farmaci: l’approccio dovrebbe essere sempre mirato alla soluzione delle cause del problema piuttosto che rivolto ai sintomi”.

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