Ue, tra marzo e novembre 2020 450mila morti in più, in gran parte dovuti a Covid

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Roma, 22 febbraio – In Europa sono morte circa 450mila persone in più tra marzo e novembre 2020 rispetto alla media dello stesso periodo negli anni 2016-2019. È quanto emerge dai nuovi dati di  Eurostat  che indicano l’eccesso di mortalità “rispetto ad una cosiddetta ‘linea di base’ costituita dal numero medio di decessi per un particolare mese nei quattro anni che vanno dal 2016 al 2019″, come spiega una nota diffusa dalla stessa agenzia di statistiche dell’Unione europea.

Il numero di morti nei Paesi dell’Ue ha cominciato ad aumentare nella primavera dell’anno scorso, durante la prima ondata della pandemia di Covid-19. L’Italia si è purtroppo assestata sopra la media dei decessi Ue in marzo, aprile, maggio e novembre. Il picco di eccesso di mortalità negli stati membri è arrivato proprio nel novembre 2020, quando la seconda ondata, ancora più letale della prima, ha colpito quasi ovunque.

Nel complesso, l’eccesso di mortalità nell’Unione europea è stato dell’8% sopra la media a settembre, del 17% a ottobre e del 40% a novembre, nonostante sia sceso ovunque tra maggio e luglio.

Anche se i dati non specificano le cause del decesso, l’eccesso di mortalità è in gran parte dovuto alla pandemia che, secondo i dati ufficiali del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha ucciso (fino a febbraio 2021) più di 495mila persone nei Paesi dell’Unione e dello Spazio economico europeo.

Negli stati membri Ue, i decessi hanno iniziato ad aumentare a marzo, con una percentuale di morti in più rispetto agli anni precedenti del 13%. Al culmine della prima ondata, l’eccesso di mortalità si è attestato in media su un +25% nei 27 Paesi dell’Unione, con differenze sostanziali tra Stato e Stato.

L’Italia, primo Paese europeo a essere colpito duramente dal nuovo coronavirus, ha riportato una mortalità del 49,4% superiore alla media nel mese marzo 2020. In aprile 2020, la Spagna ha fatto registrare un eccesso di mortalità del 79,4%, la Grecia per contro ha fatto registrare un incremento che si è fermato all’1,3%. La Polonia è stata colpita duramente dalla seconda ondata, più che dalla prima, con una mortalità del 97% sopra la media nel novembre 2020. Nello stesso mese, la Bulgaria ha riportato un aumento del 95% e la Slovenia del 91%.

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