Roma, 23 gennaio – Ha destato profondissimo cordoglio a Peccioli, comune di poco meno di 5000 abitanti in provincia di Pisa, la scomparsa di Cecilia Bellini, per una vita intera farmacista del paese insieme a suo marito Lorenzo Fabietti. Avrebbe compiuto 102 anni il prossimo 8 marzo, festa della donna. E per molti, in effetti, non avrebbe potuto nascere in un’altra data: donna di forte carattere, impegnata anche nel sociale e nella vita del paese, è stata una presenza stimata e benvoluta e un punto di riferimento fondamentale per la sua comunità, non solo per il suo ruolo professionale ma per i valori che ha sempre incarnato.
Era nata a Roma l’8 marzo 1924 e nella Capitale conobbe e sposò Lorenzo, col quale scelse poi di trasferirsi a Peccioli, piccolo borgo medievale pisano sviluppatosi intorno a una rocca di origine longobarda nel cuore della Valdera, che più che una destinazione fu un destino: nel 1957 i due coniugi aprirono la farmacia che sarebbe diventata, nel tempo, un presidio cruciale e vitale per l’intera comunità. È a Peccioli che Cecilia, sempre a disposizione dei suoi concittadini, ha svolto con competenza, discrezione e grande umanità la professione di farmacista, interpretandola come un autentico servizio alle persone, accompagnando per decenni la quotidianità di intere generazioni di cittadini, condividendone gioie e pene.
Una testimonianza esemplare, la sua, che spiega quali siano il senso e il significato della farmacia di comunità e della professione di farmacista con molta più immediatezza, semplicità, profondità e chiarezza di quanto potrebbero mai fare la più brillante delle dissertazioni o le pagine sapienti e ponderate del più autorevole dei saggi.
Il cordoglio pe
r la fine del luminoso passaggio di Cecilia sulla terra è stato unanime: il comune di Peccioli ha subito comunicato la notizia sulla sua pagina Facebook, corredandola con la foto della festa per i suoi 100 anni, festeggiati insieme ai familiari e agli affetti più cari (foto che riproponiamo nel titolo). “Un momento di affetto e riconoscenza che anche la comunità, con il saluto del sindaco, Renzo Macelloni, volle dedicarle per una vita interamente spesa al servizio degli altri”, si legge nel messaggio del Comune al quale Cecilia ha dedicato la sua esistenza di donna e di professionista e che ora si unisce al dolore della famiglia e dell’intera comunità pecciolese “ricordando con affetto e gratitudine una figura che farà per sempre parte della storia del nostro paese”.
Anche l’Ordine dei Farmacisti di Roma – la città che le ha dato i natali – vuole unirsi ai familiari, ai colleghi dell’Ordine di Pisa e a tutti i cittadini pecciolesi nell’ultimo saluto a Cecilia, inevitabilmente pieno di mestizia, ma carico anche di altri fortissimi sentimenti: la gratitudine per i passi compiuti nella sua lunga vita, che hanno lasciato impronte indelebili che nessuno cancellerà mai; l’orgoglio di far parte della stessa comunità professionale; la certezza che – fin quando ci saranno colleghi che vivranno la professione come l’ha vissuta Lei – la farmacia e il farmacista saranno parte integrante dei panorami urbani e rurali del nostro Paese per almeno altri otto secoli. Con buona pace dei profeti di sventura.



