Garattini contro le ‘farmacie bazar’, le repliche a stretto giro di Racca e Mandelli

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Roma, 25 febbraio – Toni pacati, quelli usati da Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, e Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, che hanno chiesto (e ottenuto) ospitalità al Corriere della Sera per replicare ad alcuni passaggi di una lunga intervista rilasciata al canale youtube «Rinascimento culturale»  dal presidente dell’Istituto Mario Negri Silvio Garattini (nella foto) e pubblicata sull’edizione di Brescia dello stesso quotidiano il 20 febbraio.

Analizzando la situazione del settore farmaceutico in Italia, Garattini ha rilasciato dichiarazioni decisamente critiche, sostenendo – in buona sostanza – che la gestione dei farmaci in Italia obbedisce più a interessi di mercato e di profitto che non  a logiche di salute e benessere, posizione che il Corriere della Sera ha sintetizzato con un titolo a dir poco rude: Garattini: “I farmaci? L’interesse per il Pil è superiore a quello per la gente. E le farmacie ormai sono bazar, vendono porcherie”.

Un’affermazione virgolettata che – pur con il massimo rispetto e tutta la considerazione dovuta alla figura e agli ormai molti decenni di attività scientifica di Garattini – non poteva non suscitare reazioni. Che infatti sono subito arrivate da due autorevolissimi esponenti della farmacia e delle professione farmaceutica. Che sul punto hanno opinioni ben diverse da quelle del farmacologo, e hanno voluto scambiarle sullo stesso giornale coram populo.  Ne riproponiamo i contenuti salienti qui di seguito.

Racca: “Macchè bazar, le farmacie sono presidi socio-sanitari                                  di prossimità vicini ai cittadini, soprattutto ai più fragili” 

Racca (nella foto), entrando subito nel vivo della questione, non esita a prendere le distanze da alcune delle affermazioni del farmacologo “lette con rammarico nei giorni scorsi sul Corriere della Sera, secondo le quali i nostri esercizi sarebbero diventati dei bazar, luoghi in cui la professionalità del farmacista verrebbe quasi in secondo piano, rispetto alla mera vendita di prodotti commerciali dalle dubbie basi scientifiche. Tale immagine” afferma la presidente di Federfarma Lombardia “non rende giustizia al ruolo cruciale svolto, ogni giorno, dalle farmacie di comunità e dai professionisti che vi operano, a supporto dei cittadini e del Ssn”.

Racca ricorda quindi la transizione degli ultimi anni verso il modello della farmacia dei servizi,con la radicale trasformazione delle farmacie di comunità, “evolute e rinnovate per rispondere ai nuovi bisogni di salute di una popolazione che invecchia, diventando il primo e più capillare presidio sanitario sul territorio: dispensatori di farmaci anche di nuova generazione, che sempre più il Ssn ci affida per facilitare i cittadini nell’accesso alle cure, ed esercizi in grado di offrire prestazioni e consulenza anche nei piccoli centri o nelle aree rurali”.

“Oggi, le farmacie sono riconosciute come un alleato prezioso di medici e istituzioni nei programmi di screening, nelle campagne vaccinali e nelle iniziative di educazione sanitaria, nella misurazione di parametri clinici, nell’esecuzione di analisi di prima istanza e nell’erogazione dei servizi di telemedicina, in collegamento con i migliori cardiologi per la refertazione” continua Racca, chiarendo che queste attività  svolte ogni giorno con competenza e dedizione “non nascono da logiche commerciali, ma da un’esigenza concreta: avvicinare l’assistenza sanitaria al cittadino, contribuendo a ridurre la pressione sugli ospedali e sui servizi territoriali, in linea con gli obiettivi di una sanità sempre più orientata verso la prossimità, la prevenzione e la sostenibilità”.

Quindi la risposta al rilievo più duro di Garattini, quello sulle farmacie bazar: un terreno scivoloso, perché quel che il fondatore dell’Istituto Mario Negri sostiene con indefettibile coerenza da moltissimi anni è – molto semplicemente – che da professionisti che hanno una formazione scientifica alle spalle e operano per la tutela della salute dei cittadini (che a loro si rivolgono proprio perché uomini di scienza), è lecito attendersi che non si prestino a maneggiare, proporre e vendere  “roba” che con la scienza e si suoi criteri non ha nulla a che fare, chiarendo il concetto con il paradigma dei prodotti omeopatici.

Questa la replica di Racca al riguardo: “Nelle farmacie sono presenti prodotti non strettamente farmaceutici? La pluralità di offerta non snatura il loro ruolo né sostituisce la responsabilità professionale. Il farmacista è un professionista con alle spalle una lunga e difficile laurea e guida il cittadino nella scelta più adeguata, fondando il proprio giudizio sulla conoscenza e sull’evidenza scientifica. Offrire integratori, dispositivi medici o cosmetici non significa abbandonare la scienza, ma rispondere alla domanda di benessere che i cittadini spesso rivolgono alla loro farmacia di fiducia”.

Quindi il commiato, nel quale Racca esprime la certezza che anche Garattini, così come i farmacisti,  “desideri un sistema sanitario efficiente, accessibile e inclusivo. In questo quadro, ritengo fondamentale ribadire il ruolo delle farmacie, in quanto risorsa strategica per la salute pubblica: non come semplici spazi commerciali, ma come presidi socio-sanitari di prossimità vicini ai cittadini, soprattutto ai più fragili”.

Mandelli: “In farmacia prodotti autorizzati da norme e decisioni delle autorità        regolatorie, noi ci mettiamo atti professionali coerenti a tutela del cittadino”

Diversa la strada scelta da Mandelli , che nella sua replica al farmacologo esordisce con un apprezzamento per gli spunti di riflessione e di dibattito “sui temi della prevenzione, dell’uso consapevole dei medicinali e della corretta informazione in ambito sanitario” offerti dalla sortita di Garattini. “Il dibattito è sempre un valore, soprattutto quando richiama tutti noi – professionisti sanitari, istituzioni, operatori della filiera della salute – a mantenere alta l’attenzione sull’interesse primario: la tutela dei cittadini” afferma Mandelli, riconoscendo che “molte delle sollecitazioni del professor Garattini, in particolare sull’importanza dei corretti stili di vita e della prevenzione, trovano nei farmacisti interlocutori attenti e impegnati ogni giorno sul territorio. È, infatti, nella quotidianità delle persone che prende forma il nostro impegno: accogliere, ascoltare, consigliare, accompagnare nei percorsi di cura e prevenzione, con competenza, responsabilità e senso etico”.

Mandelli richiama quindi la cornice all’interno della quale si muove la professione del farmacista: l’articolo 32 della Costituzione, che sancisce la tutela della salute come diritto fondamentale, e il Codice deontologico, che pone al centro la persona. “L’attività di dispensazione, come tutte le prestazioni che eroghiamo ai cittadini, avviene nel rispetto delle norme e delle decisioni delle autorità regolatorie” chiarisce quindi Mandelli. “Anche per quanto riguarda i prodotti presenti in farmacia, il quadro è chiaro: gli integratori alimentari sono disciplinati dal Ministero della Salute, che ne supervisiona sicurezza e conformità; i prodotti omeopatici sono riconosciuti e regolamentati dall’Agenzia italiana del farmaco. In questo contesto, il farmacista garantisce che ogni atto professionale sia coerente con la normativa vigente e orientato esclusivamente alla tutela del cittadino”.

La profonda evoluzione del farmacista e della farmacia è partita a giudizio di Mandelli proprio dalla consapevolezza di  questa missione-funzione di garanzia, attraverso il consolidamento del proprio ruolo di presidio sanitario di prossimità sempre più parte integrante del Servizio sanitario nazionale. “La pandemia ne ha rappresentato la conferma” argomenta il presidente della Fofi: “milioni di test e vaccinazioni effettuati, continuità dell’assistenza farmaceutica garantita in tutto il Paese, presenza costante accanto ai cittadini. Da quell’esperienza è emerso con ancora maggiore chiarezza il ruolo sanitario del farmacista e il suo coinvolgimento nelle attività di prevenzione e presa in carico sul territorio”.

“Vaccinazioni, screening, telemedicina, educazione sanitaria, monitoraggio dell’aderenza terapeutica – elemento cruciale nella gestione delle patologie croniche – sono oggi parte integrante del modello della Farmacia dei servizi, riconosciuto dalle leggi dello Stato che individuano nel farmacista un alleato essenziale nella tutela della salute collettiva” continua quindi Mandelli. “Il nostro impegno è costante nel promuovere un uso corretto e consapevole dei medicinali – da quelli da automedicazione a quelli soggetti a prescrizione –, orientare verso scelte di salute appropriate e responsabili, contribuendo così all’efficacia dei percorsi di cura e alla sostenibilità del sistema”.

Un ruolo di professionisti della salute a 360 gradi, dunque, che può essere adeguatamente esercitato solo con il continuo sviluppo e refreshing dei saperi scientifici e professionali. “Coerentemente con questa visione, la formazione e l’aggiornamento continuo rappresentano un impegno costante dei farmacisti e un pilastro della politica federale” afferma al riguardo il presidente della federazione professionale. “La riforma dell’ordinamento universitario del corso di laurea in Farmacia, fortemente sostenuta dalla Fofi, ha consolidato il profilo sanitario del farmacista, rendendolo ancora più preparato ad affrontare le sfide della prevenzione e della gestione delle cronicità”.

“La tutela del diritto alla salute è la missione del farmacista ed è una responsabilità condivisa da tutti gli attori del Ssn” conclude quindi Mandelli. “I cittadini hanno bisogno di coesione, di messaggi chiari, di fiducia nel sistema salute. La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani continuerà a promuovere qualità professionale, rigore etico e dialogo costruttivo con le istituzioni e con il mondo scientifico, affinché ogni scelta sia sempre orientata alla tutela della salute pubblica. Questo è, e continuerà a essere, il nostro impegno”.

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