Roma, 19 marzo – Le cifre parlano da sé: più di 35 milioni di italiani hanno utilizzato integratori lo scorso anno, uno su tre li assume regolarmente ogni mese, e il 78%di coloro che ne fa uso che ritiene che abbiano migliorato il proprio stato di benessere. Comprensibile, quindi, che il mercato di questi prodotti abbia superato l’asticella dei 5 miliardi di euro, con 318 milioni di confezioni vendute all’anno, con una preferenza particolare per gli integratori utilizzati per potenziare le difese immunitarie (37%) e l’energia fisica (39%).
Sono i dati che emergono dall’indagine Italiani e integratori alimentari, realizzata da AstraRicerche per Integratori & Salute, l’associazione più rappresentativa del comparto, nata dalla fusione tra Integratori Italia e FederSalus, parte di Unione Italiana Food. Secondo la survey, la farmacia è largamente il principale canale di acquisto (61%), seguita dall’online che supera la Gdo con il 21,5%.
Il consiglio su quali integratori assumere arriva per il 65% da medici e farmacisti, mentre il 34% si affida al “fai da te” I canali digitali stanno acquistando un ruolo importante per approfondire la conoscenza, in particolare per gli italiani della Gen Z e i Millennials; tra questi, spiccano la ricerca attiva su Google (22%) e i siti web dei produttori (12,5%), seguono social network (8%) e influencer (5%). Solo il 15% di italiani dichiara di non aver mai fatto di integratori.
Anche se il consumo di questi prodotti è ormai di massa, resistono ancora molti luoghi comuni e false convinzioni, a partire dalle credenza che per alcuni prodotti serva la ricetta medica (lo afferma il 51% degli intervistati), così come resistono resistono pregiudizi di vario ordine e grado che spazio dalla diffidenza contro questi prodotti al suo esatto opposto, ovvero l’eccesso di aspettative in loro presunti effetti miracolosi.
L’opinione di Germano Scarpa (nella foto), presidente di Integratori & Salute, è che in ogni caso quello di un integratore alimentare non è un acquisto impulsivo, ma una scelta consapevole orientata alla ‘longevità attiva’, spesso inserita in uno stile di vita sano e supportata dal parere di esperti. Ma – come sintetizza un ancio dell’agenzia Ansa – il quadro della consapevolezza presenta ancora alcune ombre. Sebbene gli italiani associno correttamente gli integratori al sostegno della salute (42%) e del sistema immunitario (33%), persiste una forte confusione normativa e culturale. L’obiettivo futuro dell’associazione è continuare a investire in ricerca scientifica e innovazione per garantire formulazioni sempre più efficaci e promuovere una corretta cultura di prodotto per abbattere i luoghi comuni.


