Roma, 27 settembre – A dispetto degli scenari internazionali instabili e complicati e delle loro pesanti conseguenze anche sull’economia globale, la ricerca italiana si muove e cresce, A certificarlo sono i dati resi noti dall’Istat nel report Ricerca e Sviluppo anni 2024-2025, che nel 2024 attestano una crescita della spesa in Ricerca e Sviluppo del +5,6% a prezzi correnti rispetto all’anno precedente.
La crescita interessa tutti i settori istituzionali, con un incremento più marcato nelle università (+13,4%). La spesa complessiva in R&S intra-muros, effettuata in Italia da imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit e università, ammonta nel 2024 a circa 31,0 miliardi di euro, in aumento del 5,6% rispetto al 2023. La spesa in R&S nelle istituzioni pubbliche aumenta del 4,7%, mentre nelle imprese cresce del 2,4%.
Nel 2024 l’incidenza della spesa sul Pil risulta pari all’1,40%, in aumento rispetto all’1,37% del 2023. Più contenuta è la crescita degli addetti alla R&S (+1,2%), misurata in unità equivalenti a tempo pieno, con un incremento particolarmente sostenuto per le università (+13,6%) e una flessione per le imprese (-5,9%). L’incremento della spesa delle imprese è sostenuto solo dalle grandi (+6,4%) mentre continua a ridursi la spesa delle piccole (-13,7%), e di quelle di media dimensione (-5,2%).
L’aumento della spesa in R&S è diffuso a livello territoriale, con punte massime nel Sud (+8,9%), seguito dal Nord-Est (+6,6%). I dati preliminari segnalano per il 2025 una riduzione della spesa in R&S delle imprese (-2,6% rispetto al 2024). Al contrario, per le istituzioni pubbliche (+6,2%) e per le istituzioni private non profit (+6,4%) le stime evidenziano un aumento.


