Roma, 1 ottobre – Nel mondo (dati Citeline 2026) sono attualmente circa 23mila i farmaci in sviluppo nel mondo, ugualmente ripartiti tra molecole biotech e di sintesi chimica. A ricordarlo, in occasione della European Biotech Week 2026, è il presidente della Farmindustria Marcello Cattani (nella foto), aggiungendo che il trend mondiale è rispecchiato anche negli studi clinici autorizzati da Aifa in Italia e nelle approvazioni di medicinali nel 2025 da parte dell’Agenzia europea dei medicinali: 38 farmaci con nuove sostanze attive, sempre metà biotech e metà di sintesi chimica.
Per il presidente dell’associazione delle aziende pharma sono “numeri che dimostrano come i farmaci biotecnologici rappresentino uno dei pilastri fondamentali dell’innovazione farmaceutica e della ricerca di nuove soluzioni terapeutiche per i pazienti, insieme ai medicinali di sintesi chimica, ai vaccini e alle terapie avanzate”.
“Oggi in Italia l’industria farmaceutica, rispetto agli altri settori, è prima per quota di imprese innovative (pari a oltre il 90% del totale) e per collaborazioni con altri attori dell’ecosistema della R&S (la cosiddetta Open innovation), in particolare con università e centri di ricerca pubblici” ricorda ancora Cattani, che non perde occasione per richiamare le necessità di un settore trainante per l’economia nazionale. “Servono l’implementazione delle riforme, il superamento immediato del payback e una legge di Bilancio che riconosca il valore dell’industria farmaceutica, facendo leva sulla strategia già messa in campo dal Governo e sul Testo unico: un settore strategico, innovativo e cruciale per la salute, per gli investimenti, per la crescita e la sicurezza dell’Italia”.
Un messaggio che il presidente di Farmindustria torna a lanciare anche all’Europa: “Per la farmaceutica globale gli equilibri geopolitici e industriali si stanno ridefinendo rapidamente. Da una parte gli Stati Uniti, con l’Mfn (Most Favoured Nation, ndr) e nuove misure per attrarre investimenti; dall’altra la Cina, che sta accelerando nello sviluppo di nuovi farmaci e vaccini. E in mezzo c’è l’Europa, davanti a un bivio: migliorare rapidamente le condizioni per innovare e investire, oppure perdere ulteriormente terreno nella competizione internazionale”.
Per Cattani, “la ricerca farmaceutica ha prospettive straordinarie e la tecnologia corre a una velocità senza precedenti, ad esempio grazie alle biotecnologie, aprendo nuove possibilità in termini di terapie, investimenti e sviluppo. In questo scenario vinceranno gli ecosistemi capaci di adeguarsi al cambiamento e di attrarre innovazione, risorse e competenze. Per questo l’Europa deve dotarsi di politiche realmente a favore dell’innovazione” afferma, chiedendo a Bruxelles più coraggio e lungimiranza.
“La proposta di Biotech Act, pubblicata dalla Commissione europea nel dicembre 2025, rappresenta un passo importante per rafforzare l’ecosistema europeo dell’innovazione e la capacità del continente di attrarre ricerca e investimenti. Ma occorre un piano più ambizioso e aperto a tutta l’innovazione. E anche l’Italia deve accelerare”, conclude il presidente di Farmindustria. “La competizione internazionale non aspetta. Se vogliamo che ricerca, investimenti e competenze restino e crescano in Europa e in Italia, dobbiamo creare oggi le condizioni perché l’innovazione scelga di essere qui”.


