Diabete e obesità, nuovo farmaco “combo” in sperimentazione riduce il peso del 23%

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Roma, 1 ottobre – Potrebbe ulteriormente affollarsi il panorama delle miracle drugs che curano il diabete e fanno sparire i chili in eccesso. Eli Lilly ha infatti in corso studio uno studio clinico di fase 2b su una nuova terapia sperimentale – un mix dei farmaci eloralintide e tirzepatide chiamato eloraTzp – che ha prodotto una perdita di peso di oltre il 23% (al dosaggio massimo) in persone con obesità e diabete di tipo 2, accompagnata da un netto miglioramento nel controllo dei livelli di zucchero nel sangue. I primi risultati dello studio sono stati presentati al Congresso 2026 dell’Easd, l’Associazione europea per lo studio del diabete, in corso a Milano.

Il trial ha valutato la sicurezza e l’efficacia di eloralintide (Elora) in combinazione tirzepatide (Tzp). Eloralintide è un agonista selettivo del recettore dell’amilina, un ormone prodotto dalle cellule beta pancreatiche, mentre tirzepatide è un doppio agonista dei recettori degli ormoni intestinali Gip e Glp-1. Amilina, Gip e Glp-1 vengono rilasciati naturalmente dall’organismo dopo l’assunzione di cibo, e ognuno agisce attraverso un proprio recettore specifico per contribuire a regolare la fame e i livelli di glucosio nel sangue. Lo studio ha coinvolto 367 adulti con obesità o sovrappeso e diabete di tipo 2, una popolazione per la quale è sempre stato difficile ottenere una perdita di peso significativa e duratura.

“A 48 settimane – riporta una nota dal meeting Easd – tutte e 4 le combinazioni di dosaggio di EloraTzp, somministrate attraverso 2 iniezioni separate con penna, hanno raggiunto gli endpoint primari e secondari, determinando una significativa perdita di peso e una riduzione dell’emoglobina glicata (HbA1c, un parametro che misura il controllo della glicemia). Partendo da un peso iniziale medio di 105,4 kg, i partecipanti trattati con la dose più bassa di eloraTzp (Elora 3 mg + Tzp 5 mg) hanno perso in media il 13,2% del peso corporeo (13,9 kg) e hanno registrato una riduzione media dell’HbA1c pari al 2,2% (partendo da una media dell’8,1%). Con la dose più elevata di eloraTzp (Elora 9 mg + Tzp 15 mg), la perdita di peso media è stata del 23,3% (24,6 kg) e la riduzione media dell’HbA1c del 2,9%. Gli eventi avversi più comuni sono stati di natura gastrointestinale, generalmente di entità lieve o moderata, e si sono verificati principalmente durante la fase di incremento del dosaggio. Questi eventi sono stati osservati con maggiore frequenza nei gruppi trattati con la combinazione di farmaci rispetto a quelli trattati con eloralintide o tirzepatide in monoterapia”.

“L’obesità e il diabete di tipo 2 sono condizioni interconnesse” e “stiamo osservando i potenziali benefici derivanti dall’agire su molteplici vie ormonali per trattare entrambe le patologie” afferma Liana K. Billings (nella foto), direttrice della ricerca clinica e genetica su diabete e malattie cardiometaboliche presso Endeavor Health (Evanston, Illinois, Usa), autrice principale dello studio. “Tra le diverse combinazioni di dosaggio di eloralintide e tirzepatide esaminate, i partecipanti hanno ottenuto una significativa perdita di peso accompagnata da una riduzione rilevante dei livelli di HbA1c. Si tratta di risultati di grande importanza per i pazienti”, commenta l’esperta. Pertanto “è necessario proseguire su questa strada, basandoci su tali evidenze, per poter offrire in futuro ulteriori opzioni terapeutiche in grado di gestire sia il peso corporeo che il controllo glicemico, rispecchiando meglio la complessità della convivenza con il diabete di tipo 2 e l’obesità”.

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