Insuline basali da Pht a farmacie, prossimo atto della “rivoluzione gentile” di Gemmato

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Roma, 28 marzo – Come già riferito ieri da RIday in questo articolo, tra le nuove categorie di farmaci da trasferire alla distribuzione convenzionata,  nell’ambito della “rivoluzione gentile” avviata dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato (nella foto), la riclassificazione di ulteriori medicinali dalla fascia A Pht alla distribuzione convenzionata nelle farmacie del territorio dovrebbe riguardare la classe degli antidiabetici, secondo quanto annunciato dallo stesso esponente di governo. Più precisamente, come anticipa Il Sole 24 ore, le principali indiziate a un glissement che incontrerebbe certamente il favore di svariate decine di migliaia di pazienti diabetici sono le insuline basali, le cosiddette formulazioni long acting che garantiscono un rilascio costante di insulina.

Secondo quanto riferisce il quotidiano economico, questi farmaci potrebbero essere presto disponibili nella farmacia sotto casa “senza necessità di recarsi due volte prima per prenotarle e poi per tornare a ritirarle spesso il giorno dopo”, così come già avvenuto nel caso delle gliptine due anni fa e poi delle glifozine. L’Aifa, infatti, scrive ancora il quotidiano, “è pronta a dare il via libera già nei prossimi giorni al passaggio dalla distribuzione diretta regionale per conto – l’Asl acquista i farmaci e poi incarica le farmacie a distribuirli – a quella diretta nelle farmacie pubbliche e private convenzionate”.

Si tratta però, precisa il quotidiano di Confindustria, soltanto di “un nuovo passo di un tragitto molto più lungo“, perché – parole dello stesso Gemmato – l’obiettivo della ‘rivoluzione gentileè quello di portare il 90% dei farmaci dalla distribuzione diretta alla distribuzione sul territorio andando incontro ai cittadini”.

Gemmato, come già riferito da questo giornale venerdì scorso, ha voluto sgomberare il campo anche da ogni possibile malinteso sugli aspetti economici di questa operazione finalizzata a riportare i farmaci sul territorio, oggetto nelle scorse settimane di polemiche anche aspre (innescate da un Dataroom del Corriere della Sera a firma di Milena Gabanelli e Simona Ravizza) relative ai presunti costi aggiuntivi che ne deriverebbero per le casse esangui del Ssn. Valutazione respinta in radice da Gemmato, per il quale, invece, “i dati confermano la bontà della scelta: secondo Aifa, la riclassificazione delle gliflozine ha generato un risparmio per il Servizio sanitario nazionale di 9,2 milioni di euro tra settembre e novembre 2025, con una proiezione annua di circa 36,5 milioni. Parliamo di 3,4 milioni di confezioni, con consumi in linea con le attese e risparmi ottenuti anche grazie alla negoziazione condotta da Aifa con le aziende farmaceutiche”.

“In concreto” ha avuto occasione di ribadire il sottosegretario nel convegno tenutosi il 26 marzo al Ministero della Salute per fare il punto su situazione e prospettive della ‘rivoluzione gentile’  “significa più accessi ai farmaci essenziali, meno burocrazia e cure più vicine ai cittadini, soprattutto agli anziani, che oggi possono ritirare i medicinali direttamente sotto casa, senza recarsi due volte in farmacia”.

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