Sifo: “Farmaci, sì a ‘rivoluzione prossimità’, ma serve equilibrio tra i canali distributivi”

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Roma, 31 marzo – Anche la Sifo, la Società italiana di Farmacia ospedaliera e dei Servizi farmaceutici delle Aziende sanitarie, ha espresso la sua posizione in ordine alla “rivoluzione gentile” promossa dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato per riorganizzare su basi più razionali – e più centrate sui bisogni dei cittadini – la distribuzione dei farmaci. E a farlo è stato il suo massimo esponente, il presidente Arturo Cavaliere (nella foto), intervenuto il 26 marzo scorso all’evento tenutosi al ministero sul tema Farmaco accessibile: la rivoluzione gentile della prossimità. L’evoluzione del modello e i nuovi obiettivi della distribuzione.

Cavaliere ha sottolineato che alla base di qualsiasi “rivoluzione della prossimità” ci devono essere le parole “accessibilità ed equità, aspetti che hanno un enorme valenza sociale, ma che devono produrre ricadute sociali di carattere scientifico e di sostenibilità economica. Trovare un equilibrio tra i tre canali distributivi del farmaco – ha quindi aggiunto – è un obiettivo che Sifo, di concerto con le altre associazioni di categoria e l’egida del Ministero della Salute, si è voluta dare, identificando una metodologia scientifica di lavoro economicamente accettabile”.

Questo approccio, ha puntualizzato il presidente Sifo, ha rappresentato la rotta proposta dalla stessa società scientifica per elaborare un documento tecnico che ha supportato la formulazione a livello politico di una riforma che avvicinasse sul territorio i farmaci della cronicità ai cittadini, ma al contempo tenesse conto della necessità di “non depotenziare i Servizi farmaceutici pubblici svuotandoli di farmaci a registro Aifa e quindi dell’assistenza qualificata ad essi collegata”.

“Il tutto funziona perfettamente se integrato alla capillarità territoriale delle farmacie private” ha precisato Cavaliere. “L’insieme delle funzioni porta a garantire l’equità di accesso a farmaci sicuri, efficaci e di qualità, che è obiettivo primario delle politiche sanitarie di ogni nazione”.

L’appuntamento proposto a Roma dal sottosegretario Gemmato, nella valutazione di Sifo, voleva essere soprattutto “un’occasione di confronto con tutti gli stakeholders sull’evoluzione del modello di distribuzione dei farmaci sul territorio e sui nuovi obiettivi della prossimità”. E proprio in questo senso, ha concluso Cavaliere, la Sifo – interlocutore qualificato insieme ad altre associazioni e agenzie (come Aifa, Agenas e Fiaso, presenti all’evento romano con i loro presidenti o direttori generali), “condivide e supporta convintamente le finalità di accessibilità ed equità, che risultano criteri vincenti quando correttamente coniugate ai principi di appropriatezza e sostenibilità del Ssn”.

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