Gavi: “Dal 2000, salvate in Africa 20 mln di vite con aumento coperture anti-morbillo”

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Roma, 19 aprile – Con buona pace dei no vax, il vaccino anti-morbillo ha evitato in Africa quasi 20 milioni di morti dal 2000 a oggi proprio grazie all’aumento della copertura vaccinale. È quanto emerge dalla prima analisi dettagliata sugli obiettivi di immunizzazione nel continente, condotta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la regione africana e da Gavi, The Vaccine Alliance.

Secondo il rapporto, di cui riferisce un lancio di Adnkronos Salute riportando i contenuti di una nota della stessa Gavi, oltre ai 19,5 milioni di vite salvate, più di 500 milioni di bambini in Africa sono stati protetti grazie alle vaccinazioni di routine tra il 2000 e il 2024. I progressi nella lotta contro il morbillo sottolineano l’importanza di investimenti costanti nelle vaccinazioni. Dal 2000, 44 Paesi africani hanno introdotto una seconda dose di vaccino contro il morbillo nei programmi di immunizzazione di routine, contribuendo ad aumentare i tassi di copertura dal 5% del 2000 al 55% del 2024. Le campagne supplementari hanno permesso di somministrare 622 milioni di vaccinazioni. Sforzi che, nel loro complesso, hanno dimezzato i decessi per morbillo nella regione africana, secondo quanto riferisce il report,  e portato a una riduzione del 40% dei casi complessivi.

Africa subsahariana, nel 2025 morbillo eradicato in tre Paesi

Sebbene la regione abbia compiuto enormi progressi nella protezione delle popolazioni dal morbillo, continua Gavi, alcuni Paesi si sono spinti oltre: nel 2023 e nel 2024, in 9 hanno segnalato tassi di incidenza del morbillo costantemente bassi (meno di 5 casi per milione) e, nel 2025, Capo Verde, Mauritius e Seychelles sono diventati i primi Paesi dell’Africa subsahariana a raggiungere lo status di eliminazione del morbillo e della rosolia, il massimo livello di protezione contro entrambe le malattie.

L’analisi  Oms-Gavi ha inoltre valutato i progressi complessivi e le sfide nell’ampliamento della copertura vaccinale contro una vasta gamma di malattie, nonché gli sforzi in corso per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 per l’immunizzazione, una strategia globale per ridurre i decessi e le malattie prevenibili con i vaccini, ampliare l’accesso ai vaccini e rafforzare l’immunizzazione nell’ambito dell’assistenza sanitaria primaria. Ed è emerso che attualmente i programmi di immunizzazione di routine proteggono da 13 malattie prevenibili con i vaccini, rispetto alle 8 del 2000; i decessi per meningite sono diminuiti del 39%; il vaccino contro la malaria è stato introdotto in 25 Paesi; e, solo nel 2024, almeno 1,9 milioni di vite sono state salvate grazie alla vaccinazione, il 42% delle quali grazie alla vaccinazione contro il morbillo. “L’Africa ha compiuto progressi straordinari in meno di una generazione, ampliando la copertura vaccinale e salvando milioni di giovani vite” commenta Mohamed Janabi, direttore regionale dell’Oms per l’Africa (nella foto).“Tuttavia, i progressi sono disomogenei e persino in fase di rallentamento, lasciando troppi bambini senza protezione poiché gli obiettivi chiave non vengono ancora raggiunti. Dobbiamo urgentemente rafforzare le vaccinazioni di routine per non lasciare indietro nessun bambino”.

Gavi: “Vaccini, un immenso potere salvavita quando l’immunizzazione è una priorità politica”

Gli autori dell’analisi hanno rilevato inoltre che 47 Paesi dell’Africa subsahariana offrono ora il vaccino contro l’epatite B come parte del programma di vaccinazione di routine (16 di questi somministrano la dose alla nascita; 33 hanno introdotto il vaccino contro la rosolia; e 29 offrono il vaccino contro il papilloma virus umano, che protegge dal cancro cervicale). “Questa analisi, che mette in luce 24 anni di notevoli progressi nel continente africano, dimostra l’immenso potere salvavita dei vaccini quando l’immunizzazione è una priorità politica”, riflette Sania Nishtar, Ceo di Gavi, The Vaccine Alliance (nella foto).“Allo stesso tempo, dobbiamo riconoscere che questi risultati in materia di immunizzazione riflettono realtà molto diverse e che abbiamo ancora molto lavoro da fare per garantire di poter raggiungere costantemente i bambini, anche nei contesti più fragili e remoti. Attraverso il programma di riforme Gavi Leap, speriamo di sbloccare ulteriori progressi mediante approcci nuovi e innovativi e collaborando con i Paesi per costruire programmi sostenibili e autosufficienti a lungo termine”.

L’analisi condotta dall’Oms e da Gavi contribuisce a fornire dati a supporto della formulazione delle politiche, nonché nel valutare e comprendere l’impatto degli investimenti verso gli obiettivi dell’Agenda 2030 per l’immunizzazione nella regione, osservano i promotori. L’Agenda 2030 per l’immunizzazione mira a raggiungere una copertura del 90% per quattro vaccini chiave nelle diverse fasi della vita: la terza dose anti difterite, tetano e pertosse (Dtp3); la terza dose del vaccino pneumococcico coniugato (Pcv3); la seconda dose del vaccino contro il morbillo (Mcv2); e una dose del vaccino contro il papillomavirus umano (Hpv). “Sebbene milioni di bambini in più vengano vaccinati e gli sforzi per ridurre il numero di bambini” scoperti “si stiano dimostrando efficaci, l’Africa è ancora lontana dal raggiungere l’obiettivo del 90%”, poiché “la copertura vaccinale è disomogenea e un gran numero di bambini, spesso quelli più difficili da raggiungere, non viene ancora vaccinato, peggiorando l’equità in materia di immunizzazione all’interno dei singoli Paesi”, avverte Gavi.

La rapida crescita demografica, la debolezza dei sistemi sanitari, la scarsa integrazione dei programmi di immunizzazione nell’assistenza sanitaria di base, nonché l’impatto dei cambiamenti climatici, delle crisi umanitarie e dell’instabilità politica sono – segnalano gli esperti – alcuni dei principali ostacoli al raggiungimento di una copertura vaccinale ottimale. “Investimenti continui da parte dei Paesi e un forte impegno politico sono fondamentali per consolidare i risultati ottenuti e proteggere le generazioni future” si legge a concluasione della nota Gavi. “Concentrarsi sulla costruzione o sulla ricostruzione di sistemi di immunizzazione resilienti a livello subnazionale è essenziale per contenere le diffuse disuguaglianze in materia di immunizzazione e mantenere una copertura vaccinale non inferiore al 90%. L’Oms, Gavi e i partner stanno collaborando con i governi per ampliare la copertura vaccinale, nonché per accelerare e incrementare l’introduzione di nuovi vaccini, come quelli contro la malaria e il papilloma virus umano”.

 

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