Gavi: “Tbc, i nuovi vaccini in arrivo tra tre anni potrebbero salvare 7 mln vite entro il 2050”

”banner

Roma, 23 settembre – Secondo una nuova analisi diffusa da Gavi-The Vaccine Alliance, l’ente di cooperazione mondiale tra soggetti pubblici e privati impegnato nell’obiettivo strategico di assicurare l’immunizzazione per tutti,  i vaccini di nuova generazione contro la tubercolosi, attesi sul mercato a partire dal 2029, potrebbero contribuire a salvare fino a circa 7,3 milioni di vite tra il 2030 e il 2050, sbloccando fino a 135 miliardi di dollari Usa in benefici economici nei Paesi a basso e medio reddito.

Si tratta di una modellazione preliminare a cura della London School of Hygiene & Tropical Medicine, basata su uno scenario vaccinale rivolto alle popolazioni ad alto rischio e agli adolescenti tramite immunizzazione di routine, insieme a campagne mirate di recupero in tali popolazioni e nei contesti ad alto carico di malattia, il tutto assumendo un’efficacia del 50% contro la malattia tubercolare indipendentemente dall’esposizione precedente, con immunità che si riduce nell’arco di 10 anni. Questi benefici – spiega Gavi-The Vaccine Alliance – evidenziano che i nuovi prodotti scudo anti Tbc hanno il potenziale “di diventare uno degli strumenti immunizzanti di maggiore impatto degli ultimi decenni” contro “la malattia infettiva più letale al mondo”.

A proposito dei nuovi vaccini contro la tubercolosi, Gavi avverte anche che “è necessario agire ora per preparare governi e produttori di vaccini all’arrivo di questi strumenti”. La domanda di questi vaccini da parte dei Paesi a basso e medio reddito potrebbe raggiungere, in media, 85 milioni di cicli vaccinali l’anno, con una domanda maggiore nei primi anni, quando i Paesi ad alto carico di malattia cercheranno di estendere la protezione a più fasce d’età nelle aree ad alto rischio.

“I nuovi vaccini contro la Tbc potrebbero rappresentare il prossimo strumento immunizzante di punta, ma realizzeranno il loro potenziale solo se riusciremo a garantire un approvvigionamento sufficiente, prevedibile e accessibile per i paesi con il carico di malattia più elevato”, dichiara Sania Nishtar, Ceo di Gavi-The Vaccine Alliance (nella foto). “Per aiutare i Paesi ad assicurarsi le dosi nei volumi di cui hanno bisogno, stiamo iniziando a lavorare con i partner fin da ora per gettare le basi di un accesso tempestivo quando questi vaccini saranno disponibili”.

Nel 2024 si sono registrati 10,7 milioni di casi di tubercolosi e 1,2 milioni di decessi a livello globale. Il peso della malattia ricade in modo schiacciante sulle nazioni meno ricche, con i Paesi supportati da Gavi che rappresentano circa il 77% di tutti i decessi. L’unico vaccino attualmente autorizzato, il vaccino Bacille Calmette-Guérin (Bcg), ha oltre 100 anni – ricorda l’organizzazione – ed è efficace nel proteggere neonati e bambini piccoli dalle forme gravi della malattia, ma la sua protezione si affievolisce nel tempo, evidenziando la necessità di nuovi strumenti per prevenire la manifestazione della malattia tra adolescenti e adulti. I nuovi vaccini mirano a colmare questa lacuna. Progettati per prevenire la Tb polmonare infettiva tra adolescenti e adulti, rappresenterebbero un contributo fondamentale nella lotta contro la tubercolosi, secondo gli esperti. Combinati con altre misure di prevenzione, “potrebbero accelerare i progressi”, si legge in una nota.

Con il primo di questi nuovi promettenti candidati vaccinali che potrebbe ottenere l’approvazione regolatoria entro la fine di questo decennio, la Roadmap di Gavi ha individuato una serie di rischi che potrebbero rallentare una rapida diffusione una volta ottenuta la licenza. Tra questi: rischi politici, inclusa la possibilità che le raccomandazioni vengano limitate ai gruppi a più alto rischio a causa di lacune nelle evidenze scientifiche; rischi che potrebbero limitare l’adozione da parte dei Paesi, come finanziamenti globali e nazionali inadeguati; e rischi legati all’approvvigionamento, determinati ad esempio dall’incertezza della domanda che frena gli investimenti dei produttori nella capacità produttiva per i candidati in fase avanzata.

Per superare questi rischi, Gavi individua tre obiettivi che, facendo leva sulla propria esperienza in materia di market shaping e finanza innovativa, perseguirà per garantire che i nuovi vaccini raggiungano i Paesi a basso e medio reddito che ne hanno più bisogno, nel modo più rapido ed equo possibile. Questi obiettivi sono: garantire un approvvigionamento sufficiente, tempestivo, accessibile e sostenibile dei nuovi vaccini contro la Tbc per soddisfare la domanda; sostenere un’adozione diffusa che massimizzi l’impatto sanitario attraverso l’immunizzazione di routine e campagne mirate di recupero (catch-up); incoraggiare una pipeline competitiva e geograficamente diversificata di nuovi candidati vaccinali anti Tbc, garantendo che i prodotti rispondano alle preferenze dei Paesi.

Parallelamente a questo lavoro, diversi Paesi ad alto carico di malattia, inclusi alcuni che ospitano sperimentazioni vaccinali, stanno già gettando le basi per la diffusione dei vaccini una volta disponibili. Attraverso il gruppo di lavoro Finance & Access del TB Vaccine Accelerator dell’Oms, Gavi “continuerà a collaborare con i partner nel proprio ruolo di co-leader, per sostenere questi sforzi con l’obiettivo finale di portare questi nuovi vaccini contro la Tb il più rapidamente possibile alle persone che ne hanno più bisogno“.

banner
Articoli correlati

i più recenti

I più letti degli ultimi 7 giorni