Pharma, BioNTech chiude tre stabilimenti in Germania, 1.800 i posti di lavoro perduti

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Roma, 30 settembre – Si fa sempre più dura la crisi di BioNTech, l’azienda biofarmaceutica di fama mondiale arrampicatisi fino alle posizioni più alte del pharma mondiale grazie ai vaccini e, in particolare, ai profitti miliardari arrivati dallo sviluppo di Corminaty,  primo anti-Covid 19 a ottenere ‘l’autorizzazione all’immissione in commercio, prodotto in partnership con Pfizer.

L’azienda di Magonza  è infatti in procinto di chiudere tre stabilimenti in Germania, decisione che comporterà inevitabilmente il taglio di molti posti di lavoro (la stima è di circa 1800). I siti produttivi che chiuderanno, ha annunciato BioNTech, saranno quelli di Idar-Oberstein, Marburgo e Tubinga, per i quali non è stato possibile trovare un acquirente disposto a rilevarli.

Nonostante i fasti raggiunti negli anni scorsi, l’azienda era in crisi ormai da tempo (ne riferimmo diffusamente in un articolo del maggio scorso) per il drastico calo della domanda del vaccino anti Covid, situazione negativa alla quale BioNTech non è stata in grado di trovare le giuste contrarie, non essendo più riuscita a immettere sul mercato altri prodotti.

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