Mnlf: Gelli e Vicarimistificano la realtàcome fa Federfarma

Mnlf: Gelli e Vicarimistificano la realtàcome fa Federfarma

Roma, 10 settembre – Sconcertante. Questo l’aggettivo che il Movimento nazionale dei liberi farmacisti utilizza per definire le dichiarazioni di Federico Gelli e di Simona Vicari  relative alle misure sulla farmacia del ddl Concorrenza. Uno sconcerto –  precisa Mnlf – che nasce dall’assoluta coincidenza delle argomentazioni  del responsabile Sanità del Pd e del  sottosegretario allo Sviluppo Economico con quelle  che Federfarma utilizza “per difendere un monopolio di fatto.”
È grave e allarmante che il responsabile Sanità del Pd parli di rischio per la salute dei cittadini se venisse liberalizzata la vendita dei farmaci di fascia C, sapendo benissimo che questi farmaci verrebbero dati dallo stesso professionista che opera in farmacia; ovvero un farmacista regolarmente laureato e abilitato” dichiara il presidente Mnlf Vincenzo Devito (nella foto) in un comunicato diramato ieri. “È una mistificazione a cui non facciamo più caso, quando a proporla è l’associazione dei titolari di farmacia, ma diventa inaccettabile quando a sostenerlo è il responsabile del più grande partito al governo.”
Lo stesso partito, sottolinea Devito, che con Bersani ha avviato un processo di liberalizzazione in questo settore che bisogna avere la forza di continuare a perseguire, senza bisogno di ricordare che in parafarmacia, si applicano le stesse regole sulla tracciabilità   dettate dalla farmacovigilanza.”
Secondo Devito, affermare che con la liberalizzazione dei farmaci di fascia C chiuderebbero le piccole farmacie “è ridicolo, a fronte di una eventuale perdita stimata in 45/55 euro al giorno. La verità è che le farmacie non vogliono confrontarsi con una concorrenza vera. Concorrenza che porta benefici reali ai cittadini solo in un sistema duale di distribuzione, ove è possibile il confronto della qualità dei servizi.”
Per il presidente Mnlf anche il sottosegretario Vicari  si rende colpevole di un tentativo di mistificazione, “perché non è vero che la Corte di Giustizia e la Corte costituzionale sono contrarie alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C: hanno solo espresso un giudizio sulla possibilità della legislazione italiana di porre limiti, limite che la politica è chiamata a modificare e può farlo.”
Devito ribatte aspramente anche al riferimento di Vicari all’apertura delle  nuove farmacie per effetto delle misure liberalizzatrici varate da Monti a inizio 2012. “Siamo al farsesco” afferma il presidente Mnlf “dopo tre anni nemmeno una farmacia si è aperta, e se mai ci si riuscirà, grazie al potere d’interdizione della lobby dei titolari di farmacia, queste saranno aperte in luoghi ameni dove la sopravivenza sarà impossibile, e quelle che resisteranno saranno meno del 7% delle attuali. Non si può certamente parlare di un cambiamento epocale.”
Se la Commissione Europea, l’Antitrust nazionale ed europea, il Fondo Monetario Internazionale, associazioni dei consumatori, esperti economici e migliaia di cittadini chiedono di porre la parola fine all’influenza di lobby e corporazioni qualche motivo ci sarà” argomenta ancora Devito, sostenendo che non più sopportabile che in questo Paese “rimangano aree d’intoccabili privilegiati protetti da barriere medioevali, mentre la maggioranza del Paese deve pagare loro pegno per una lenta e ancora lontana ripresa economica. “
La conclusione è affidata agli effetti che sarebbero prodotti, a giudizio diMnlf, dalla liberalizzazione dei farmaci di fascia C: 550 milioni di risparmi per i cittadini, 3000/3500 nuove aziende, 5000 nuovi posti di lavoro e 700 milioni d’investimento. Numeri importanti, ancorché privi di indicazioni che aiutino a valutarne la fondatezza, che permettono a Devito di chiudere con la classica domenica retorica :”Pensate che il Paese sia nella posizione per rinunciarvi?”

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