Cavaliere (Sifo): Enpaf, gli ospedalieri paganoil contributo ridotto

Cavaliere (Sifo): Enpaf, gli ospedalieri paganoil contributo ridotto

Roma, 11 settembre – Pochi temi, come quello previdenziale, garantiscono un’immediata visibilità sui giornali di categoria. Dev’essere anche per questo che, sulla questione – che indubbiamente presenta, e va detto subito a scanso di equivoci, una serie di  rilevanti criticità che vanno affrontate e risolte – si registrano da tempo una pletora di sortite che, non di rado, forniscono informazioni e/o valutazioni non del tutto (e in qualche caso per niente) in linea con la realtà dei fatti, concorrendo a confondere ancora di più le idee e a generare un clima poco sereno all’interno della composita  (ed eterogenea) comunità professionale dei farmacisti.
In questo quadro, almeno secondo Arturo Cavaliere (nella foto), delegato Sifo ai rapporti istituzionali con Fofi e Federfarma, va inscritto un recente intervento di Isidoro Mazzoni, tesoriere della Società dei farmacisti ospedalieri. Formulando le sue considerazioni rispetto alla prospettiva di riforma dell’Enpaf, Mazzoni ha fatto alcune affermazioni (in particolare a proposito dell’obbligo di doppia contribuzione dei farmacisti dipendenti Ssn) che, a giudizio di  Cavaliere, impongono alcune “doverose precisazioni”.
“I farmacisti ospedalieri, al pari di tutti gli iscritti esercenti l’attività professionale in regime di lavoro dipendente, non sono obbligati al versamento della quota annuale Enpaf in misura intera, dal momento che possono usufruire della riduzione del contributo” scrive infatti Cavaliere in una nota, correggendo in questo modo le affermazioni del collega.
“In particolare, i farmacisti dipendenti, inclusi quelli del Ssn, come il sottoscritto (e dunque come Mazzoni, NdR) hanno accesso, in base all’art. 21 del regolamento Enpaf, alla riduzione contributiva massima dell’85%, nonché al contributo di solidarietà nella misura del 3%, beneficio quest’ultimo riservato agli iscritti dal 1° gennaio 2004″
Cavaliere aggiunge poi che  “per i farmacisti del Ssn assunti con contratti atipici, il Tavolo di Lavoro aperto presso l’Enpaf darà l’occasione per la categoria sindacale di rappresentarli.  Per valutare ogni ipotesi di riforma della previdenza di categoria è necessario divulgare informazioni corrette, al fine di impedire che si creino ulteriori difficoltà nei rapporti con gli iscritti.”
“Per onestà intellettuale” conclude Cavaliere “va anche detto che non mancano i problemi nel settore della previdenza, ma bisogna avere il coraggio di denunciare che la gran parte di essi sono  diretta conseguenza della mancanza di efficaci iniziative di politiche attive del Governo sulle tematiche del lavoro.”.

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