M5S e Sel: “Ddl Concorrenza, un regalo<br>agli oligopoli, ridimensionato il farmacista”

M5S e Sel: “Ddl Concorrenza, un regalo
agli oligopoli, ridimensionato il farmacista”

Roma, 17 settembre – ll parere favorevole (con osservazioni) della Commissione Affari sociali della Camera al ddl Concorrenza, approvato a maggioranza, non è stato sottoscritto dai deputati del Movimento Cinque Stelle e di Sel.
Per il primo schieramento, la deputata Giulia Grillo ha ribadito la “forte contrarietà alla facoltà concessa alle società di capitali di essere titolari dell’esercizio di una farmacia”, sottolineando che in tal modo “non si assicura maggiore concorrenza, ma si favoriscono gruppi economici di maggiori dimensioni.
Grillo ha ricordato, al riguardo, gli emendamenti M5S volti aincludere nel novero delle incompatibilità, oltre alle case farmaceutiche, anche le banche e le società di assicurazione, per poi tornare sulla questione del mancato intervento di liberalizzazione della fascia C, motivata con timori a suo giudizio del tutto ingiustificati, “posto che anche le parafarmacie devono essere gestite da farmacisti.”
Le posizioni espresse da Grillo sono state riprese e amplificate ieri pomeriggio sul sito del Movimento, in un post molto esplicito fin dal titolo: Il Ddl Concorrenza punisce le parafarmacie e spalanca le porte ai grandi capitali
Ridimensionamento della figura del farmacista, porta sbattuta in faccia alle parafarmacie, nessun vantaggio economico per i cittadini-consumatiori e un mercato che rischia di precipitare nell’oligopolio” scrive il sito grillino, accusando il Governo di tradire l’obiettivo di portare nel settore farmaceutico maggiore concorrenza e liberalizzazione del mercato, per stendere “un tappeto rosso ai poteri forti, a tutto danno dei piccoli imprenditori e dei cittadini”.
“La possibilità che viene data nel ddl Concorrenza alle società di capitali di diventare proprietarie di farmacie avrà la conseguenza, considerata la loro notevole disponibilità di liquidità, di far lievitare il prezzo per l’acquisto di queste attività”  si legge nel post grillino. “Dunque, si ridurrà il numero di coloro i quali potranno aspirare a rilevare questa attività. Una scelta che causerà il ridimensionamento della figura del farmacista, in quanto non sarà più l’unica categoria abilitata a possedere farmacie” .
Stigmatizzato anche il mancato via libera  alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, che danneggia le parafarmacie.
In prospettiva, riteniamo è che la presenza di società con grandi disponibilità di capitale finirà con il creare un sistema oligopolistico, con poche realtà che gestiscono il grosso del mercato e determinano i prezzi dei prodotti” conclude il post  di M5S Camera News che spiega le ragioni del no dei grillini al parere favorevole espresso dalla XII Commissione. “Purtroppo in tal senso esistono già esempi, come quello del Regno Unito, dove Alliance Boots ha raggiunto una posizione di sostanziale monopolio nel mercato delle farmacie. Questa misura non porterà ai cittadini alcun effetto positivo, in termini di risparmio sull’acquisto dei farmaci.”
Anche Marisa Nicchi di Sel ha voluto sottolineare in commissione la posizione molto critica del suo gruppo sui contenuti dell’articolo 32, rilevando che si prefigura una sorta di concorrenza “distorsiva”:  “Consentendo l’ingresso delle società di capitali nella gestione delle farmacie, si favoriscono le grandi catene a discapito delle realtà di dimensioni limitate, senza reali garanzie sulla riduzione dei costi” ha affermato Nicchi,  evidenziando che la criticità dell’impostazione è accentuata dalla previsione del possibile trasferimento delle piccole farmacie in caso di calo demografico, con conseguente carenza di presidi sul territorio.
Secondo la deputata di Sinistra e libertà, inoltre, le scelte adottate “appaiono in contrasto con la giurisprudenza della Corte costituzionale e della Corte di giustizia europea, nonché con le posizioni espresse dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato.”
Sbagliata, per Nicchi, anche la scelta di  non consentire alle parafarmacie la possibilità di vendere i farmaci di fascia C. Motivi più che sufficienti, dunque, per esprimere la contrarietà di Sel “alla ratio complessiva delle norme in esame, segnalando che la vendita dei farmaci non deve svolgersi secondo logiche di mercato ma deve garantire in primo luogo la tutela della salute.”

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