Farmaci, Venturi (Regioni) conferma:”In arrivo l’accordo sui due tetti”

Farmaci, Venturi (Regioni) conferma:”In arrivo l’accordo sui due tetti”

Roma, 28 settembre – Prima sortita importante e a tutto campo del nuovo coordinatore degli assessori regionali alla sanità, l’emiliano Sergio Venturi, intervistato da Barbara Gobbi de Il Sole 24 ore  (qui, riproposto dal sito Regioni.it, l’articolo pubblicato dal quotidiano della Confindustria).
Inevitabili le valutazioni sui nuovi tagli che si profilano per il Fsn (vedi articolo precedente, NdR) e sulle misure previste nel decreto ministeriale della Salute  sull’appropriatezza.
Sull’entità del Fondo sanitario, Venturi conferma la linea che la Conferenza delle Regioni non intende nemmeno discutere: le decisioni sull’entità delle dotazioni per il Fsn sono condivise  tra Governo e Regioni e fissate nel Patto per la Salute, che fissava tre step, il primo dei quali, ricorda l’assessore emiliano, è già saltato. “Ma per il 2016 l’intesa con il governo prevede un incremento di oltre 3 miliardi di euro” ricorda Venturi, precisando che si tratta di una decisone “sottoscritta liberamente tra le parti e nessuno mi ha ancora detto che le condizioni sono mutate.”
E sempre a un accordo concordato insieme al governo, poi recepito dal dl Enti locali, Venturi fa risalire le norme sull’appropriatezza che ora il ministro della Salute Beatrice Lorenzin sostiene essere frutto della esclusiva volontà delle Regioni.  “Discutiamo di appropriatezza da tempo, perché siamo tutti sicuri che una massa di esami a due cifre viene prescritta senza necessità, addirittura con margini di rischio per il paziente” ha affermato al riguardo il coordinatore degli assessori alla Salute.  “Sono 15 anni che parliamo di appropriatezza, riservando a questo tema un approccio squisitamente culturale. Se in 15 anni ben poco è cambiato, ben venga la lista delle 208 prestazioni.”
Un elenco, ricorda Venturi, che è stato peraltro concordato con le società scientifiche e validato dal Consiglio superiore di sanità.
La questione dei soldi sprecati in prestazioni inutili, insomma, è ineludibile e deve essere finalmente risolta,  a giudizio di Venturi, che sa bene come a renderne più difficile la soluzione  intervenga il complicato intreccio con una serie di “dossier” ancora tutti da chiudere, dalla legge sulla responsabilità medica fino al rinnovo della convenzione di medicina generale e del contratto di comparto, in un contesto reso estremamente problematico dalla “madre di tutte le questioni”, ovvero l’entità del finanziamento del Fondo sanitario.
A proposito dei rapporti con il Governo, Venturi ha ricordato le nomine dei vertici Aifa e Agenas, tema sul quale il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino ha chiesto da mesi un incontro alla ministra Lorenzin. “Lo riproporremo” afferma Venturi al riguardo. “Prima ancora delle nomine ci interessa capire e condividere gli indirizzi generali di governance, anche perché le due Agenzie sono, per così dire, nostre partecipate.”
L’assessore ha poi confermato che sui farmaci si sta chiudendo, insieme al Governo, la partita governance, tetti e payback. “Ci si sta orientando verso la posizione delle Regioni, che prevede due tetti, per territoriale e ospedaliera” ha affermato Venturi. “Rispetto all’entità complessiva del tetto e sulla sua suddivisione, l’accordo sembra in dirittura d’arrivo.” E questa è, ovviamente, una notizia, anche perché sulla farmaceutica “balla” una fetta consistente della sforbiciata da  2,35 miliardi seguita alle misure dell’accordo Governo-Regioni  poi inserite a inizio agosto nel Dl Enti locali.
La conclusione quasi d’obbligo dell’intervista è dedicata al grande “desaparecido” della sanità nazionale, ovvero il Patto per la salute, sempre in procinto di partire ma in realtà sempre fermo come un gatto di marmo sulla linea di partenza. Colpa anche in questo caso delle Regioni, almeno secondo la titolare della Salute Lorenzin, che le accusa di tenerlo fermo a partire dai Lea.
“Proprio sui Lea, il nostro tavolo tecnico dovrà continuare a lavorare con il ministero” sostiene in proposito Venturi.  “La cifra di 400 milioni di risparmi preventivata dalla Salute, intanto, va capita bene: come sistemi sanitari pubblici abbiamo costi fissi, che non sono eliminabili cancellando o sostituendo determinate prestazioni con altre. Non siamo un sistema privato.”
Venturi osserva poi che se la Conferenza ha chiesto di ridiscutere il Patto non è per “fermarlo”, come accusa Lorenzin, ma perché in corso d’opera sono state cambiate le cifre che ne erano la base per il 2015. “Abbiamo perso il primo gradino di aumento” ha concluso al riguardo l’assessore emiliano. “Vediamo di non perdere anche il secondo.”

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