Mnlf: “Su ddl Concorrenza, governo e Pd neo-conservatori con il terrore di cambiare”

Mnlf: “Su ddl Concorrenza, governo e Pd neo-conservatori con il terrore di cambiare”

Roma, 30 settembre – È una dura requisitoria contro il Pd e contro il governo, l’ultima sortita del Mnlf, seguita alla decisione del Gruppo dei deputati del principale partito della maggioranza di sbarrare il passo agli emendamenti al testo del ddl Concorrenza (in discussione in Aula) volti a estendere la vendita dei farmaci d fascia C con ricetta anche alle parafarmacie e ai corner della Gdo, dove operano farmacisti abilitati.

In una nota diramata oggi, i liberi farmacisti citano l’économista austriaco Friedrich von Hayek, premio Nobel nel 1974, secondo il quale “la competizione è il terrore di tutti i conservatori di destra, di centro e di sinistra. Uno dei tratti fondamentali dell’atteggiamento conservatore è il timore del cambiamento” e picchiano duro contro il partito di Renzi e contro il governo. I quali, “pur di assecondare i veti di una delle componenti minoritarie della maggioranza”, secondo la sigla presieduta da Vincenzo Devito ” cancellano con un solo tratto la propria storia, cambiano il proprio Dna e si allontanano dai principi di equità, uguaglianza e merito.”

“Conservatori di destra, centro e sinistra uniti contro il cambiamento dicono no alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C senza alcun valido motivo e solo per convenienza politico/corporativa” si legge ancora nella nota, dove si sottolinea anche che “non solo questo ddl sarà inefficace nell’aumentare il livello di competitività del Paese, ma nel settore della distribuzione dei farmaci creerà notevoli danni riuscendo là dove non era riuscito nemmeno il Governo di centro-destra: trasformare un monopolio in un oligopolio.”

Per Mnlf, il Pd ha ormai “abbandonato nei fatti la tutela dei consumatori “, raggiungendo l’unico obiettivo di ” favorire i grandi potentati economici e trasformare il partito di maggioranza in un neo partito conservatore.”

L’accusa al Pd, insomma, è quella di aver tradito la propria storia e identità, facendo finta di ignorare che “nella riforma dei farmaci di fascia C non c’era solamente la domanda di allargare il mercato, ma la richiesta di porre la parola fine a 50 anni di legislazione autoreferenziale, (…) di voltare veramente pagina smettendo di guardare agli interessi tutelati per abbracciare quelli generali.”

“Su questo fronte” accusa la sigla dei liberi farmacisti “Governo e Pd hanno fallito e anche clamorosamente.” E a nulla valgono, per i liberi farmacisti, le promesse in ‘politichese’ “di rimettere mano alla riforma dell’intero settore”, rassicurazioni “che valgono come un tranquillante” e alle quali, in ogni caso, “il Mnlf non crede”, dal momento che “l’idea di una società nuova dove capacità e merito fossero le uniche coordinate possibili per una ripresa della mobilità sociale, svanisce davanti all’incapacità di chiudere la porta a lobby e corporazioni.”

L’affondo finale è contro una politica e una maggioranza che “non riescono a dribblare i privilegi e si mettono al loro servizio ignorando la possibilità di dare nuova occupazione, nuovi investimenti e risparmi per i cittadini. Le “lenzuola” vengono ripiegate e con loro una politica che aveva l’alta ambizione di diminuire le tante, troppe diseguaglianze presenti in Italia.”

Significativo l’epilogo, per il quale i liberi farmacisti prendono in prestito una frase del premio Nobel per la letteratura José Saramago: “La sconfitta ha qualcosa di positivo: non è definitiva. In cambio, la vittoria ha qualcosa di negativo: non è mai definitiva.” Parole che, nella circostanza, suonano come una presa d’atto che la partita sulla fascia C, almeno per il momento, è finita male (almeno rispetto alle aspettative del Movimento), ma anche come una chiara dichiarazione di intenti: nessuno spazio alla rassegnazione ma, semmai, l’annuncio che la battaglia continua.

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