“Cattivi consiglieri o scarsa conoscenza”: duro attacco di Mnlf a Lorenzin su fascia C

“Cattivi consiglieri o scarsa conoscenza”: duro attacco di Mnlf a Lorenzin su fascia C

Roma, 3  ottobre – Le dichiarazioni rese dalla ministra  della Salute Beatrice Lorenzin, che  nel corso di un forum organizzato dalla tv del quotidiano la Repubblica (cfr. il Mattinale del 2 ottobre) ha ribadito con forza che i farmaci di fascia C con ricetta devono restare esclusiva della farmacia, hanno suscitato un’immediata reazione da parte del  Movimento nazionale liberi farmacisti.

In una nota alla stampa, la sigla presieduta da Vincenzo Devito stigmatizza e contesta le affermazioni della titolare del dicastero che, si legge nel comunicato, “fanno pensare ad una scarsa conoscenza del settore della distribuzione del farmaco, fatto che sarebbe grave per un ministro della Salute. “

La nota prosegue ricordando che, come richiesto dalla stesso ministero della Sanità, nelle parafarmacie e nei corner Gdo opera “un professionista laureato e abilitato proprio come nelle farmacie, inoltre gli stessi esercizi debbono sottostare a severi controlli e partecipare alla farmacovigilanza.”

Il tema della sicurezza spesso evocato dal ministro, insomma, non sarebbe altro che un alibi che non tiene. E le stesse preoccupazioni sulla sostenibilità del sistema e sul rischio di chiusura delle piccole farmacie di Paese, secondo Mnlf, sarebbero, dati alla mano, “una strumentalizzazione che non regge, perché in media con la liberalizzazione dei farmaci di fascia C le farmacie perderebbero 45/55 euro al giorno, a fronte di 5000 nuovi posti di lavoro, 3000/3500 nuove aziende e 700 milioni d’investimenti. Ricordiamo alla ministra  – insistono al riguardo  i liberi farmacisti – che quelle pochissime farmacie che hanno chiuso e quelle in difficoltà non lo sono ne per la congiuntura economica ne per l’eventuale liberalizzazione dei farmaci di fascia C, ma più semplicemente perché mal gestite. Ben altre entreranno in difficoltà se verrà data via libera all’entrata del capitale privato trasformando un monopolio di fatto in un oligopolio.”

Mnlf alza il livello dello scontro quando obietta al timore di Lorenzin in ordine al rischio di un maggiore consumo di farmaci legato alla liberalizzazione della fascia C : il ministro  ”rischia di coprirsi di ‘ridicolo’ – si legge al riguardo  nella nota – perché dovrebbe sapere che stiamo parlando di farmaci che hanno l’obbligo della ricetta medica, quindi non sottoposti a ‘domanda elastica’ ma alla prescrizione di un medico. Non vogliamo pensare che Lorenzin creda davvero che con la liberalizzazione dei farmaci di fascia C i medici italiani impazziscano e si mettano a “sfornare” ricette indipendentemente dalla necessità del paziente.

Ancora più dura la conclusione , dove Mnlf consiglia al ministro  ”di cambiare ‘consiglieri’ e di non farsi guidare per mano da chi ha tutto l’interesse di difendere posizioni di privilegio (leggi Federfarma). Ci sono gli atti parlamentari delle audizioni in Commissione, studi d’istituti di eccellenza, li legga, li approfondisca, li verifichi, ma non sia un “registratore autoreverse” delle corporazioni.”

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