Duecento aziende e 3900 addetti R&S, cresce in Italia il biotech farmaceutico

Duecento aziende e 3900 addetti R&S, cresce in Italia il biotech farmaceutico

Roma, 8 ottobre – “Grazie alla ricerca farmaceutica sempre più biotech sono migliorate molte terapie esistenti e sono stati individuati nuovi trattamenti per malattie finora ritenute senza cura. Le biotecnologie, infatti, sono oggi la frontiera dell’innovazione in Italia”.
Ad affermarlo, nel corso dell’incontro Biotecnologie e innovazione in Medicina sul Web 2.0. Fonti di informazione, fruitori, linguaggi tenutosi  ieri a Roma, è stato  Agostino Carloni, responsabile del settore comunicazione di Farmindustria.
“Se ci soffermiamo sul solo settore salute– ha detto Carloni “dando i numeri”  – abbiamo 3.900 addetti alla ricerca e allo sviluppo, 199 aziende del farmaco biotech, 88% degli investimenti in ricerca e sviluppo sul totale effettuati dall’industria del farmaco, 145 farmaci biotecnologici oggi disponibili nel mondo e 303 progetti in fase di ricerca e sviluppo”.
Per questo Farmindustria, nell’ultimo anno, ha avviato una serie di eventi per una maggiore informazione sulla realtà biotech. Esempi di questo impegno,  sono “diversi progetti che hanno i giovani come target di riferimento – ha spiegato Carloni – come ‘Geni a bordo: la scienza viaggia in camper’, un format di divulgazione itinerante realizzata negli istituti superiori italiani, e la collaborazione con Wired, attraverso video, infografica e social network”.
Sempre per avvicinare i ragazzi alle biotecnologie, riferisce una nota dell’agenzia Dire, Farmindustria parteciperà il 23 ottobre al Festival della Scienza di Genova, con un evento che prevede “testimonianze di giovani innovatori che hanno deciso di intraprendere la strada del biotech e che– ha concluso Carloni – hanno già raggiunto traguardi e riconoscimenti significativi”.

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